Iran, pepe sui genitali e water boarding. Le torture brutali nel report di Amnesty

di Caterina Galloni
Pubblicato il 6 Settembre 2020 9:15 | Ultimo aggiornamento: 4 Settembre 2020 17:55
Iran, pepe sui genitali e water boarding. Le torture brutali nel report di Amnesty

Iran, pepe sui genitali e water boarding. Le torture brutali nel report di Amnesty (Foto archivio Ansa)

Le torture brutali delle forze di sicurezza iraniane. Il rapporto Amnesty

Torture brutali in Iran, tra cui pepe in polvere sui genitali, l’asportazione delle unghie, la posizione del “pollo arrosto“, in cui il prigioniero è tenuto sospeso a testa in giù, legato polsi e ginocchia a una sbarra e sottoposto a ulteriori sevizie.

Sono alcuni dei “metodi di interrogatorio iraniani” rivelati nel rapporto di Amnesty International che accusa le forze di sicurezza iraniane di usare la tortura per estorcere confessioni.

Da quando, l’anno scorso c’è stata una repressione durissima contro le proteste, sono state sbattute in carcere centinaia di persone.

A novembre 2019, in tutto l’Iran ci sono state delle manifestazioni per l’aumento del prezzo del petrolio.

Sono state represse dalle forze di sicurezza con arresti di massa e hanno inoltre deciso un blackout quasi totale di Internet.

Amnesty ha dichiarato di aver raccolto decine di testimonianze delle 7.000 persone che si stima siano state arrestate, compresi bambini di appena 10 anni.

Rivelano “un catalogo di scioccanti violazioni dei diritti umani, tra cui detenzioni arbitrarie, sparizioni forzate, torture e altri maltrattamenti”, ha affermato il gruppo per i diritti umani con sede a Londra.

Le tecniche di tortura includevano il water boarding, percosse, scosse elettriche, spruzzature di pepe sui genitali, violenza ses*uale, finte esecuzioni e asportazione delle unghie di mani e piedi, ha riferito Amnesty.

Gli arrestati sono stati torturati affinché confessassero un loro coinvolgimento nelle proteste, l’appartenenza a gruppi di opposizione o contatti con governi e media stranieri.

“Erano diffusi” altri maltrattamenti e la tortura da parte di polizia, agenti dell’intelligence e altri.

I racconti delle torture ad Amnesty

Amnesty ha dichiarato di aver registrato i nomi di oltre 500 persone “sottoposte a procedimenti penali iniqui in relazione alle proteste”.

Le pene detentive andavano da un mese a 10 anni, afferma il rapporto, per accuse come “raduni e cospirazioni finalizzati a commettere crimini contro la sicurezza nazionale”,” diffusione di propaganda contro il sistema”, “disturbo dell’ordine pubblico” e “oltraggio alla Guida Suprema”.

Un uomo, probabilmente torturato con le scosse elettriche, ha detto ad Amnesty: “Avevo la sensazione che tutto il mio corpo venisse trafitto da milioni di aghi”.

Un altro ha raccontato di essere rimasto sospeso nella posizione “pollo arrosto“: “Il dolore era atroce. Il corpo era sotto pressione al punto che urinavo su me stesso. La mia famiglia sa che sono stato torturato, ma non sanno il modo”.

Diana Eltahawy, vicedirettore di Amnesty International per il Medio Oriente e il Nord Africa, ha rilasciato una dichiarazione sulle risultanze del rapporto.

“Invece di indagare sulle accuse di sparizione forzata, tortura, maltrattamenti e altri reati contro i detenuti, i pubblici ministeri iraniani sono diventati complici della campagna di repressione accusando centinaia di persone”. (Fonte: Daily Mail).