Iran, uccide la figlia di 14 anni perché era scappata con il fidanzato più grande: condannato solo a 9 anni per ‘delitto d’onore’

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2020 10:12 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2020 10:13
Iran, uccide la figlia di 14 anni perché era scappata con il fidanzato più grande: condannato solo a 9 anni per 'delitto d'onore'

Iran, uccide la figlia di 14 anni perché era scappata con il fidanzato più grande: condannato solo a 9 anni per ‘delitto d’onore’ (Foto archivio Ansa)

Iran, uomo uccide la figlia fidanzata con un uomo più grande decapitandola nel sonno con una ascia. Ma viene condannato solo a 9 anni per delitto d’onore

Proteste in Iran: un uomo uccide la figlia di 14 anni decapitandola nel sonno con una ascia e viene condannato a soli nove anni per il semplice ‘delitto d’onore’. 

La sentenza è stata pronunciata nella provincia settentrionale di Gilan. E ha scatenato la rabbia della madre della ragazzina e di molti iraniani, che si sono sfogati anche sui social. 

La storia di Romina

Romina Ashfari, la giovane al centro della vicenda, viveva nella città di Hashtpar, sul Mar Caspio. Lo scorso maggio era scappata di casa con un ragazzo più grande di cui si era innamorata. Al suo ritorno a casa il padre, Reza Ashrafi, la ha uccisa. 

Prima dell’omicidio il padre di Romina, che secondo la tradizione islamica è considerato il “guardiano” della propria figlia, aveva sporto denuncia. La ragazzina aveva implorato il giudice di non rimandarla a casa perché sapeva che suo padre l’avrebbe uccisa, anche perché questi più volte aveva chiesto alla moglie di indurre Romina al suicidio per avere disonorato la famiglia.

Alla fine Romina tornò a casa e il padre la ammazzò. Per la legge iraniana quelli che vengono considerati delitti d’onore prevedono condanne fino a dieci anni di reclusione, oltre ad un risarcimento economico alla famiglia della vittima, mentre l’omicidio prevede come condanna l’ergastolo o la pena di morte. 

La mobilitazione politica

Anche il presidente Hassan Rohani, dopo la vicenda di Romina, aveva chiesto un inasprimento della pena prevista dalla legge per i delitti d’onore. 

A giugno il Consiglio dei Guardiani aveva approvato una legge che definiva reato l’abbandono e/o l’abuso psicologico o fisico di un minore. Alla fine, però, il padre di Romina è stato condannato solo a nove anni di carcere. 

“Nonostante l’insistenza delle autorità giudiziarie su una ‘gestione speciale’ del caso, il verdetto ha terrorizzato me e la mia famiglia”, ha detto la madre di Romina, Rana Dashti. “Non voglio che mio marito torni mai più al nostro villaggio”. (Fonti: AdnKronos, Il Fatto Quotidiano)