Iraq, giustiziati 13 jihadisti per rappresaglia dopo che Isis ha ucciso 8 prigionieri

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 luglio 2018 5:34 | Ultimo aggiornamento: 3 luglio 2018 21:01
Iraq, giustiziati 13 jihadisti per rappresaglia dopo che Isis ha ucciso 8 prigionieri

Iraq, giustiziati 13 jihadisti per rappresaglia dopo che Isis ha ucciso 8 prigionieri

BAGHDAD – L’Iraq ha eseguito la condanna morte di 13 persone accusate di terrorismo, subito dopo la richiesta del primo ministro Haider al-Abadi di accelerare le esecuzioni in risposta al rapimento e all’uccisione di 8 membri delle forze di sicurezza. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,-Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Abadi, in seguito alla scoperta dei corpi delle vittime, aveva ordinato l’immediata esecuzione di chi era accusato di terrorismo.

In Iraq, nel braccio della morte ci sono 300 persone di cui 100 cittadini stranieri condannati perché affiliati a gruppi terroristi e le 13 esecuzioni potrebbero segnare solo l’inizio, scrive il Daily Mail. Il ministero della giustizia ha dichiarato che i 13 detenuti si trovavano in una prigione nel sud dell’Iraq, “hanno partecipato a operazioni armate con gruppi terroristici, con rapimenti, attentati dinamitardi e omicidi di civili”.

Le forze di sicurezza hanno trovato i cadaveri di otto uomini, mutilati e armati di esplosivi, due giorni dopo la scadenza del termine fissato dai rapitori dello Stato islamico. Dopo aver rapito i membri delle forze di sicurezza irachene, i militanti hanno postato un video in cui ne apparivano sei, minacciando di ucciderli se il governo di Baghdad non avesse rilasciato delle prigioniere musulmane sunnite.

Un portavoce del ministero dell’Interno ha affermato che le autopsie mostrano che gli otto uomini sono stati uccisi prima della scadenza del termine e che il video era propaganda dell’Isis. In una fotografia pubblicata dal ministero della Giustizia si vede un gruppo di uomini bendati e ammanettati seduti sul pavimento in attesa di essere giustiziati.

Human Rights Watch la scorsa settimana ha esortato la magistratura irachena a occuparsi di donne e bambini stranieri affiliati dell’Isis, valutando caso per caso, anziché avere un approccio unico per tutti. HRW ritiene che la magistratura irachena stia eseguendo processi troppo precipitosi per i casi di stranieri accusati di essere entrati illegalmente nel Paese per unirsi o assistere il gruppo terroristico. La maggior parte delle donne straniere è stata condannata a morte o all’ergastolo e i bambini di età compresa tra nove e più anni a cinque o quindici anni di carcere per aver preso parte a atti di violenza, ha dichiarato HRW.