Iraq: per Natale cristiani a messa in chiese blindate

Pubblicato il 26 Dicembre 2010 18:39 | Ultimo aggiornamento: 26 Dicembre 2010 18:52

Ha funzionato il piano disposto dal nuovo governo iracheno ”per assicurare la protezione speciale delle chiese” in Iraq durante il Natale: i fedeli cristiani, contrariamente alle previsioni, seppur in tono minore hanno partecipato in numero significativo alle messe natalizie, anche nella cattedrale siro-cattolica ‘Nostra Signora del Perpetuo Soccorso’ a Baghdad, teatro il 31 ottobre di un assalto di al Qaida in cui sono morte oltre 50 persone.

I posti di blocco, le pattuglie armate e i muri di sbarramento in cemento armato disposti da diversi giorni attorno alle chiese e nelle aree dove e’ concentrata la presenza di cristiani hanno convinto i fedeli a celebrare il Natale assistendo alla messa tradizionale, senza tenere troppo in considerazione le ripetute minacce di al Qaida.

Dopo la strage del 31 ottobre, il ramo iracheno dell’ internazionale del terrore aveva infatti affermato che tutti i cristiani sono ”un obiettivo legittimo per i mujaheddin” e ancora giorni fa in una e-mail inviata all’arcivescovo caldeo di Kirkuk aveva rinnovato in maniera esplicita le minacce. Tanto che, a sua volta, l’arcivescovo caldeo di Kirkuk, monsignor Louis Sako, aveva annunciato che quest’anno non ci sarebbero state messe nella notte di Natale ne’ a Baghdad, ne’ a Mossul, ne’ a Kirkuk.

”Per questioni di sicurezza le chiese non avranno addobbi e decorazioni e le messe si celebreranno solo con la luce del giorno e con la massima sobrieta”’, aveva detto. Nella cattedrale siro-cattolica della capitale, che ancora ha sui muri i fori dei proiettili sparati durante la carneficina di ottobre, si sono invece presentati circa 300 fedeli, che hanno assistito alla messa su sedie di plastica, poiche’ i banchi in legno sono andati praticamente distrutti.

Anche in altre chiese si e’ registrato un considerevole afflusso di fedeli, in particolare nel Nord del Paese, nella regione curda, considerata piu’ sicura, dove si sono rifuggiate nelle ultime settimane migliaia di famiglie cristiane da tutto l’Iraq.

Una partecipazione che avra’ certo consolato Papa Benedetto XVI che nel suo messaggio ‘Urbi et Orbi’ nel giorno di Natale aveva espresso la speranza che le celebrazioni natalizie potessero portare forza ai fedeli in Iraq e in tutto il Medio Oriente, dove il Vaticano teme che le violenze interconfessionali possano alimentare ulteriormente l’esodo di cristiani ormai divenuto costante.

Negli anni ’90, la comunita’ cristiana in Iraq contava circa un milione di persone. Ora, secondo varie stime, sono meno della meta’. A Baghdad, da 450 mila sono scesi a 150 mila.

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