Iraq, uomini mascherati sparano sui manifestanti in piazza contro carovita e corruzione: 22 morti VIDEO

di redazione Blitz
Pubblicato il 29 Ottobre 2019 13:00 | Ultimo aggiornamento: 29 Ottobre 2019 13:01
Le proteste in Iraq

Le proteste in Iraq (Foto Ansa)

BAGHDAD – Non si fermano le proteste contro il carovita e la corruzione in Iraq. E non si ferma nemmeno la conta delle vittime. Ventidue persone sono state uccise nella giornata di oggi, martedì 29 ottobre, da alcuni uomini mascherati di nero che hanno sparato sui manifestanti nella città santa di Kerbala, a sud di Baghdad. Centinaia le persone rimaste ferite.

Da giorni sono in corso proteste popolari in tutto il centro e il sud del Paese, abitato in prevalenza da sciiti, contro il carovita, la corruzione e la mancanza di servizi pubblici.

Un testimone ha raccontato che decine di manifestanti si trovavano in alcune tende montate in una piazza della città quando sono stati raggiunti da colpi di arma da fuoco sparati da un’auto in corsa. Sempre secondo il testimone, che ha voluto mantenere l’anonimato, a quel punto sono arrivati uomini mascherati vestiti di nero che hanno cominciato a sparare contro i manifestanti, in protesta contro il governo guidato da Adel Abdul Mahdi. 

Nei giorni scorsi oltre settanta persone sono morte, mentre 3.500 sono rimaste ferite. Molte vittime sono state uccise con spari di bombole di gas lacrimogeni sparate dai poliziotti a distanza ravvicinata alla testa dei manifestanti.

Già ai primi di ottobre in una settimana erano stati uccisi 149 civili dalla repressione delle forze di sicurezza e da non meglio precisati uomini armati. Dal 1 al 6 ottobre anche sei poliziotti erano stati uccisi nelle violenze tra Baghdad e le città del sud sciita dominate da milizie filo-iraniane.

Ai manifestanti di venerdì e sabato si sono aggiunti nei giorni seguenti gli studenti delle scuole secondarie e delle università che hanno chiuso i loro battenti domenica, normale giorno feriale in Iraq (il venerdì è il giorno di riposo settimanale). (Fonti: Ansa, Ap, YouTube)