Isis, allarme Cia: ha già 20-30 mila combattenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 settembre 2014 22:27 | Ultimo aggiornamento: 12 settembre 2014 22:28
Isis, allarme Cia: ha già 20-30 mila combattenti

Combattenti Isis

NEW YORK – Negli ultimi mesi, la chiamata alle armi dell’Isis ha avuto una risposta senza precedenti. Migliaia di jihadisti sono accorsi da tutto il mondo a combattere per lo Stato islamico. Ad affermarlo è la Cia, secondo cui da giugno l’Isis non solo ha conquistato un vasto territorio tra Siria e Iraq, ma ha anche raddoppiato, o forse addirittura triplicato, il numero dei suoi ‘effettivi’: da circa diecimila ad una cifra compresa tra 20.000 e 31.500, in base ad una nuova stima che da ancora più peso alle parole del presidente americano Barack Obama secondo cui “per sradicare un cancro come l’Isis ci vorrà del tempo”.

Si tratta di una valutazione di cui è forse al corrente anche Damasco, considerato che il viceministro degli esteri siriano, Faisal Mekdad, ha oggi tranquillamente detto all’americana Nbc News che il regime di Assad “non ha riserve di sorta” ai raid aerei anti-Isis degli Usa. Anzi, ha aggiunto, nella lotta al terrorismo, Assad è un “alleato naturale” degli Stati Uniti, “combattiamo lo stesso nemico”, e quindi l’amministrazione Usa dovrebbe unirsi “coraggiosamente e vigorosamente” alla Siria.

Una offerta che però non sembra avere alcuna possibilità di essere accolta, mentre continuano a ritmo quasi quotidiano le accuse al regime di Damasco di aver compiuto nuove stragi. L’ultima, in ordine di tempo, risale a poche ore fa, ed è avvenuta in una roccaforte dei ribelli islamici anti-regime nei pressi della capitale, Duma, dove un raid aereo delle forze del regime ha provocato la morte di almeno 50 persone tra cui 20 bambini, secondo quanto hanno detto fonti mediche sul posto.

Il nuovo numero dei combattenti, ha affermato frattanto un portavoce della Cia, “riflette un aumento dovuto ad un più forte reclutamento sin da giugno, in seguito ai successi sui campi di battaglia e alla dichiarazione del califfato, oltre ad una maggiore attività sul campo e a una ulteriore intelligence”.

I combattenti stranieri, ha detto la fonte, arrivano da oltre 80 Paesi diversi e sono più di 15 mila, di cui 2.000 occidentali. Si tratta di dati che arrivano grazie ad un notevole aumento delle attività di intelligence americane in Iraq e anche in Siria, dove sono iniziati voli di ricognizione e sorveglianza, secondo quanto ha detto una fonte del Pentagono.

Voli che stanno contribuendo sensibilmente anche alla definizione di una lista di obiettivi da colpire, in cui ora, hanno detto al Washington Post fonti militari protette dall’anonimato, sono inclusi anche i leader dell’Isis, compreso il ‘califfo’ Abu Bakr al Baghdadi.

Fino ad ora, obiettivi di questo tipo erano esclusi nella campagna di raid aerei avviata ad agosto per proteggere le minoranze religiose e il personale diplomatico Usa in Iraq. Ma ora la politica americana è cambiata, è passata da un carattere prettamente ‘difensivo’ ad uno più spiccatamente ‘offensivo’.