Isis, Aqsa Mahmood: ricca scozzese, ora procaccia donne al califfo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 10:50 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 10:51
Isis, Aqsa Mahmood: ricca scozzese, ora procaccia donne al califfo

Aqsa Mahmood

GLASGOW – Ha lasciato una vita agiata, quasi nel lusso, in Scozia, per andare a reclutare schiave del sesso per l’Isis in Siria. Aqsa Mahomood ha 20 anni. E’ cresciuta a Glasgow, figlia di un ricco giocatore di cricket pachistano. Ha frequentato le migliori scuole private, è cresciuta leggendo Harry Potter e ascoltando i Cold Play. Fino a quando nel 2013, a 19 anni, ha salutato la famiglia dicendo di voler andare a fare un viaggio, ha abbracciato la nonna dicendole “con la benedizione di Allah” ed è svanita per 96 ore. Quindi ha chiamato casa dalla Siria per dire ai suoi di aver scelto la jihad. 

La storia di Aqsa è raccontata sulla Stampa da Maurizio Molinari, che spiega come ancora oggi nella stanza di Aqsa a Glasgow si possano vedere gli oggetti della sua vita prima della jihad. Prima di entrare nella lista dei “most wanted”, dei più pericolosi ricercati dall’intelligence britannica. Perché ci sarebbe proprio lei dietro al reclutamento di tre ragazze britanniche adolescenti che nei giorni scorsi hanno lasciato le rispettive famiglie nei quartieri orientali di Londra per volare in Siria, facendo scalo, naturalmente, nella compiacente Turchia.

Shamima Begum, 15 anni, Kadiza Sultana, 16, e Amira Abase, 15, potrebbero essere finite nei bordelli di Raqqa destinati ai miliziani dello Stato islamico e controllati proprio da Aqsa.

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Sono stati i media pakistani a svelare, lo scorso settembre, che dal novembre del 2013 Aqsa ha fatto carriera nella struttura interna del ‘califfato’ di Abu Bakr al-Baghdadi. Vive a Raqqa, roccaforte dell‘Is, si è sposata con uno jihadista straniera e guida un’unità di polizia femminile che gestisce i bordelli in cui sono state rinchiuse e vengono sfruttate le ragazze yazide rapite in Iraq.

Aqsa si occupa di quello insieme ad altre jihadiste britanniche e forse francesi e ha anche il compito di diffondere sul web, sui social network in particolare, i messaggi del ‘califfo’. Proprio ad uno dei suoi tweet si sono aggrappate le tre ragazzine inglesi. Adesso anche loro sono in Siria, A combattere la loro jihad.