Isis, studio rivela: “Armi provenienti da Russia, Cina ed Europa dell’Est per il 90%”

di redazione Blitz
Pubblicato il 3 gennaio 2018 6:15 | Ultimo aggiornamento: 2 gennaio 2018 22:28
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Isis, studio rivela: “Armi provenienti da Russia, Cina ed Europa dell’Est per il 90%”

WASHINGTON – Le armi sequestrate all’Isis per la maggior parte provenivano da Cina e Russia e soltanto l’1,8% dagli Stati Uniti. E’ quanto sostiene un report del fondo Conflict Armament Research, secondo cui il 90% delle armi sequestrate all’Isis in Iraq e in Siria provenivano da Cina, Russia ed Europa dell’Est; gli armamenti statunitensi rappresentano solo l’1,8% di quanto recuperato tra il 2014 e il 2017, mentre il 43,5% delle armi proveniva dalla Cina.

Le cifre sembrano confutare le ripetute affermazioni dei capi della propaganda Isis sulla portata del sequestro, da parte del gruppo terroristico, di armi prodotte in Occidente.

Gli esperti hanno esaminato 40.000 elementi recuperati in Iraq e in Siria, nel corso del violento dominio triennale dell’Isis. Tra i tipi di armi più comuni documentati c’erano fucili d’assalto, mitragliatrici medie e leggere, lanciarazzi 40 mm.

Conflict Armament Research ha rilevato che il 43,5% delle armi sequestrate tra il 2014 e 2017 sono originarie della Cina. In una sola retata, le forze irachene hanno trovato 122 mitragliatrici leggere cinesi tipo 81 7.62 x 39 mm e 61 mitragliatrici medie cinesi tipo 67-2 7.62 x 54R mm.

Nel nascondiglio scoperto nel distretto di Al Shura, a sud di Mosul, mentre la città era stata riconquistata alla fine del 2017, hanno anche trovato razioni individuali di anfetamine per migliorare le prestazioni dei militanti Isis. L’analisi ha rilevato che il 12,9% delle armi recuperate proviene dalla Romania, il 9,6% dalla Russia e il 7,2% dall‘Ungheria; poco più del 5% proveniva dalla Bulgaria, il 4% dalla Serbia e il 3,6% dalla Germania. Solo il 3,2% era iracheno mentre lo 0,9% delle armi proveniva dall’Iran.

I capi della propaganda Isis si sono spesso vantati di armi prodotte dagli Usa e nel 2014 il primo ministro iracheno Haider al-Abadi disse di aver perso 2.300 Humvee realizzati dagli Stati Uniti. Nonostante ciò, solo l’1,8% delle armi sequestrate al gruppo terroristico proveniva dall’America, secondo Conflict Armament Research.

Nel report, inoltre si dice che “la maggior parte delle armi sono di Paesi del Patto di Varsavia, in servizio tra le forze irachene e siriane e anche dispiegate dalla maggior parte delle forze di opposizione che combattono nel conflitto siriano. Le armi fabbricate dagli Stati membri dell’Ue nell’Europa orientale costituiscono la maggior parte del materiale rimanente schierato dalle forze Isis su entrambi i lati del confine tra Iraq e Siria. Le armi prodotte in Russia sono il secondo tipo più comune tra le forze Isis in Siria, ma non in Iraq, probabilmente a causa del sostegno russo per il regime siriano e la successiva acquisizione da parte delle forze Isis”.