“Isis ha usato armi chimiche in Siria”: lo dice il Guardian

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Agosto 2015 23:40 | Ultimo aggiornamento: 26 Agosto 2015 23:40
"Isis ha usato armi chimiche in Siria": lo dice il Guardian

“Isis ha usato armi chimiche in Siria”: lo dice il Guardian

ROMA – L’Isis potrebbe aver usato armi chimiche, l’iprite, non solo in Iraq ma anche in Siria: in particolare in un attacco condotto venerdì scorso a Marea, nei pressi di Aleppo. La denuncia è stata rilanciata dal sito del quotidiano britannico “Guardian” citando medici ed esperti secondo i quali alcuni pazienti “hanno lesioni sulla pelle, problemi respiratori e arrossamenti agli occhi”, sintomi che “suggeriscono con forza l’esposizione a un agente chimico”.

“E’ probabile che gas mostarda siano stati usati in un presunto attacco dello Stato islamico in Siria”, titola il sito sottolineando che “crescono i timori sulla capacità dell’Isis di usare armi chimiche”. Le testimonianze di medici ed esperti sui sintomi di pazienti – secondo il Guardian – sarebbero una prova a sostegno della tesi, “negata dal Pentagono, che l’Isis abbia avuto accesso a scorte chimiche del regime del presidente siriano Bashar el Assad ritenute distrutte o depotenziate”.

Un accordo del 2013, mediato dalla Russia, aveva portato fuori dalla Siria le “armi chimiche dichiarate” di Assad in un’operazione di sole “11 ore”, ricorda il sito evocando la possibilità che non tutti gli agenti chimici siano stati portati via. La denuncia arriva pochi giorni dopo l’annuncio dei risultati preliminari di esami americani condotti su cannoni usati dall’Isis per attaccare le forze curde in Iraq: sono state rilevate tracce di iprite, anche conosciuto come “gas mostarda”, dando rilievo ad una una pista che Washington segue da tempo: l’Isis può mettere le mani su armi chimiche.

I risultati su questo caso non sono definitivi e ulteriori test sono in corso ma è noto che da tempo gli Usa stanno indagando sulle indiscrezioni circa un possibile uso di gas mostarda contro i curdi. Marea, la località siriana dove ci sarebbe stato l’uso di iprite, si trova a circa 80 chilometri da Aleppo, nel nord-ovest della Siria, ed è situata sul fronte tra l’Isis e i ribelli che si oppongono ad Assad. Questi avevano scacciato i jihadisti da Aleppo l’anno scorso perdendo in battaglia più di mille uomini, ma i gruppo terrorista è al contrattacco.

Nel ricordarlo, il Guardian ipotizza che l’uso dell’iprite, che rende l’area di impiego tossica per lungo tempo, punti a tenere alla larga i ribelli dalle zone di combattimento e in ogni caso rappresenta “un preoccupante sviluppo” della capacità dell’Isis di condurre una “guerra chimica”.