Isis, il califfo Al Baghdadi paralizzato. Gli succede il qaedista Al Afri

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Maggio 2015 14:35 | Ultimo aggiornamento: 4 Maggio 2015 14:35
Isis, il califfo Al Baghdadi paralizzato. Gli succede il qaedista Al Afri

Isis, il califfo Al Baghdadi paralizzato. Gli succede il qaedista Al Afri

ROMA – Il Califfo dell’Isis Abu Bakr al-Baghdadi rimane in uno stato di “inabilità”, a causa di un “danno spinale” che viene curato da due medici arrivati nel suo rifugio segreto da Mosul. E il gruppo “è ora guidato da Abu Alaa al-Afri”, numero due dell’organizzazione. Sono le nuove rivelazioni del Guardian, dopo quelle sul ferimento di Baghadi in un raid, avvenuto il 18 marzo scorso. Secondo le fonti citate dal quotidiano britannico, “le ferite di Baghdadi gli impediranno di tornare leader”.

Ma esperti arabi ed europei concordano sul fatto che l’Isis ha ormai acquisito una forza geopolitica tale da permettergli la continuità al di là dell’identità della sua guida. Tanto che il suo successore al Afri avrebbe già preparato il terreno per proporsi come nuovo califfo. Anche se nessuna fonte citata dai media occidentali può provare simili affermazioni, gli esperti affermano che la questione della successione avrà un impatto limitato sulla tenuta della struttura dell’Isis.

Mary Habeck, sul blog del Site, afferma che l’eventuale passaggio di consegne potrebbe portare a un riavvicinamento tra la vecchia generazione di al Qaida e quella successiva, che ha dato vita all’Isis. In caso di successione a Baghdadi, che verrebbe dichiarato “incapace” secondo le normative della tradizione storica islamica, il consiglio consultivo dell’Isis potrebbe decidere di nominare una guida pro-tempore e poi un nuovo califfo.

Nel novembre scorso, quando altre voci sul ferimento e, poi, la morte di Baghdadi si erano fatte insistenti, erano emersi i nomi di Abu Muhammad al Adnani, portavoce del gruppo, e di Abu Muslim Turkmani, comandante militare ed ex ufficiale dell’esercito iracheno ai tempi di Saddam Hussein. Il primo era considerato troppo giovane, mentre il secondo veniva descritto come “privo di carisma”. Che non mancherebbe invece ad Afri, anche noto come Abderrahman Mustafa, iracheno e originario di Hadr, a sud di Mosul.

Afri è un qaedista della generazione di Baghdadi, che si è fatto le ossa in Afghanistan dalla metà degli anni ’90.    Tornato in Iraq nei primi anni 2000 per contrastare l’occupazione anglo-americana, Afri aveva aderito all’ala qaedista irachena nel 2004, diventandone sei anni dopo uno dei leader locali più in vista. Secondo Hassan Hassan, studioso siriano dell’Isis e autore di un recente volume sull’argomento, Afri “negli ultimi mesi sembra esser diventato sempre più importante, specialmente dopo le recenti sconfitte tattiche subite dallo Stato islamico in Iraq e Siria”.