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Isis, il ritorno dei jihadisti foreign fighters spaventa l’Europa

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Isis, il ritorno dei jihadisti foreign fighters spaventa l’Europa

LONDRA – Alla ricerca del jihadista perduto: 425 militanti dell‘Isis che hanno fatto ritorno in Gran Bretagna dalla Siria sono attualmente latitanti, con il timore che donne e bambini possano essere utilizzati per attacchi terroristici.

La Gran Bretagna è il luogo dove si trova la maggior parte di jihadisti tornati dalla Siria, i cosiddetti foreign fighters. Solo la Turchia, la Tunisia e l’Arabia Saudita rispetto al Regno Unito ospitano più persone tra quelle che si sono unite all’Isis, scrive il Daily Mail.

Circa 850 britannici si sono spostati in Medio Oriente per prendere parte alla guerra e circa la metà si ritiene sia tornata nel Regno Unito, il che significa che più di 400 sono ancora in libertà. La cifra è superiore ai 300 rimpatriati in Germania e ai 271 in Francia.

Secondo un report c’è stato anche un aumento nel numero di donne coinvolte negli attentati terroristici.  L’attuale indagine è stata fatta in seguito agli avvertimenti del ministro della Difesa Sir Michael Fallon secondo cui i britannici che combattono in Siria potrebbero essere stati uccisi da droni della RAF.

In un report, Richard Barrett, ex direttore del terrorismo globale del MI6, ha dichiarato: “Mentre i combattenti stranieri non hanno ancora aggiunto una minaccia significativa al terrorismo mondiale, il numero di attacchi ispirati o diretti dallo Stato islamico continua a salire. Tutti i rimpatriati, qualunque sia la loro ragione per cui tornino a casa, continueranno a rappresentare un certo rischio”.

Precedenti ricerche ipotizzano che in tutto il mondo più di 40mila persone si sono spostate da oltre 110 nazioni per unirsi allo Stato islamico, sia prima che dopo aver proclamato il califfato nel giugno 2014.
La nuova valutazione calcola che almeno 5.600 cittadini o residenti siano tornati nel Paese d’origine.

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