Isis recluta nei Caraibi per foreign fighters e terrorismo

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Novembre 2015 16:50 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2015 16:54
Isis punta sui Caraibi per foreign fighters e terrorismo

Isis punta sui Caraibi per foreign fighters e terrorismo

ROMA – L’Isis punta sui Caraibi per reclutare nuovi foreign fighters. Ovvero nuova carne da macello da indottrinare e spedire in prima linea in Siria e Iraq.

Recentemente è comparso in rete il videomessaggio di un jihadista del gruppo proveniente da Trinidad e Tobago. Segno che l’Isis sta allargando la propria influenza, anche (se non soprattutto) in un’area del mondo dove i controlli contro gli illeciti (dal traffico di droga al terrorismo) non sono poi così serrati. Come, ad esempio, le isole dei Caraibi dove vivono musulmani.

Dai Caraibi, secondo la propaganda Isis, dovrebbe quindi partire una ondata di guerrieri pronti a combattere in Siria. Oppure di “veri musulmani” pronti a immolarsi in patria contro i miscredenti. Leggi: anche il paradiso dei Caraibi potrebbe diventare terra di attentati.

Spiega Marta Serafini sul Corriere della Sera:

Il modello di reclutamento dunque è lo stesso usato per le altre 30 nazioni in cui lo Stato Islamico ha reclutato i suoi miliziani. Secondo i servizi segreti americani il numero totale dei foreign fighters è salito a 30 mila nell’ultimo anno. Di questi 30 vengono da Trinidad e Tobago, 100 da tutta l’aerea caraibica. Si tratta nel primo caso di una cifra molto bassa (lo 0.1%), soprattutto se messa al confronto con paesi come la Russia che parlano di 5 mila loro cittadini partiti per unirsi al jihad.

Ma se la si paragona alla popolazione totale di Trinidad e Tobago (poco più di un milione di abitanti) la faccenda cambia. E non solo. I microstati potrebbero diventare un terreno di reclutamento facile per i terroristi. «Sono pochi certo, ma i loro paesi di origine sembrano del tutto impreparati a gestirli», ha dichiarato il generale John Kelly, comandate del Southern Command (USSOUTHCOM). Parole che non sembrano così lontane dalla realtà, soprattutto se lette alla luce delle recenti dichiarazioni del primo ministro di Trinidad e Tobago. Intervenendo ad un incontro del Caricom (Comunità e mercato comune caraibici,)con il presidente Obama, Kamla Persad Bissessar ha dichiarato: «I nostri stati sono piccoli, i nostri confini porosi, motivo che ha reso florido il narco traffico. Se vogliamo sconfiggere il terrorismo dobbiamo unirci».