Isis scricchiola su poligamia: critiche donne della Sharia

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 Novembre 2015 14:46 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2015 14:46
Isis scricchiola su poligamia: critiche donne della Sharia

(Foto d’archivio)

ROMA – Nell’Isis si apre una questione, e una questione non da poco: la poligamia. Anche tra le donne musulmane e velate, velatissime, che accettano la Sharia, si fa strada la difficoltà a giustificare la possibilità per gli uomini di avere “duetr, tre o quattro donne”, come prevede il Corano.

A citare queste critiche, ovviamente per contestarle, è Umm Sumayyah al-Muharajirah, la “sposa del jihad”, come è soprannominata, con un articolo sulla rivista del Daesh in inglese, Daqib, ripreso da Francesca Sironi sull’Espresso online.

Sull’ultimo numero della rivista, intitolato “Just Terror”, con riflessioni fondamentaliste, minacce e foto delle vittime, Umm Sumayyah al-Muharajirah parla di poligamia e parla, riferisce Francesca Sironi, dello

“scontento che trova fra le sue compagne nel Daesh: «Quanto mi mangia l’anima menzionare apertamente una realtà che fa sanguinare il cuore dei nostri salafiti, ovvero l’opposizione alla poligamia, sia diretta che indiretta, che ha superato le sole donne cieche e ora siede anche nel cuore di alcune ragazze che cercano il sapere e di donne che aderiscono all’insieme delle leggi della Sharia. Questo pensiero si è fatto strada fra loro dopo i richiami dei nemici di Allah, attraverso dubbi che questi nemici propagano, come “No alla poligamia. Poligamia è oppressione nei confronti delle donne”».

Osserva Francesca Sironi:

“Non è così per lei ovviamente, che difende i “benefici” della poligamia, come ad esempio, scrive, il fatto che quando una moglie non può accontentare il marito sessualmente perché ha il ciclo, lo può fare l’altra moglie. Un beneficio no? Non è infatti questione di collettivismo di sorta, o piacere, o famiglie allargate qui, la poligamia. Ma semplicemente di soddisfare l’uomo appena questo vuole, come chiede la legge. Parola di Dabiq. A cui a quanto pare però non riescono a cedere in tutto i loro volontari”.