Isis. Sventati attentati a Melbourne, arrestato giovane di 17 anni

Pubblicato il 9 Maggio 2015 11:01 | Ultimo aggiornamento: 9 Maggio 2015 11:01
Il giovane arrestato

Il giovane arrestato

AUSTRALIA, CANBERRA -La polizia australiana ha detto di aver sventato un piano per far scoppiare tre bombe a Melbourne e ha arrestato un ragazzo di 17 anni che sarà processato dal Tribunale Minorile lunedì prossimo con l’accusa di terrorismo.

Il commissario della polizia federale australiana Mike Phelan ha detto che il giovane è stato arrestato venerdi pomeriggio nella sua casa nei sobborghi di Melbourne, dove sono stati trovati tre ordigni artigianali, distrutti dagli artificieri. Ha poi aggiunto di ritenere cessato il pericolo.

Il mese scorso cinque minorenni australiani erano stati arrestati perchè sospettati di aver progettato un attacco terroristico di ispirazione fondamentalista dello Stato Islamico ad una cerimonia a Melbourne, con l’obiettivo anche di colpire poliziotti. Tuttavia, non vi sarebbe alcun legame tra il sospetto diciassettenne e i giovani fermati un mese fa.

Secondo alcuni media l’ultimo attentato avrebbe avuto per obiettivo una iniziativa benefica organizzata per il Giorno della Mamma. La circostanza non è stata però confermata dalle fonti ufficiali. Le indagini proseguono. Il primo ministro Tony Abbott ha affermato che il piano per l’attentato “era già ad uno stadio avanzato di preparazione”. Ha poi esortato gli australiani a “guardare il pericolo terrorista in prospettiva” e di non cambiare gli stili di vita.

Il diciassettenne stava per allontanarsi da casa in auto in compagnia di una donna quando è stato fermato dalla polizia, che ha chiesto agli occupanti della casa di uscire a mani alzate. Il padre del ragazzo sarebbe un medico di origini siriane. I genitori hanno detto però di non sapere nulla delle bombe nascoste in casa.

“E’ una famiglia perbene – ha riferito un funzionario di polizia – distrutta dalle possibili conseguenze delle accuse mosse, ed è indubbio che siano stati colti di sorpresa”. Gli ordigni – secondo la stessa fonte – erano “molto rudimentali”, anche se la loro capacità distruttiva “è ancora da accertare”.