Gaza, Hamas spara 200 razzi contro Israele. La vendetta per l’uccisione del leader Hamas

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2018 16:06 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2018 20:40
Israale, autobus colpito da un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza. Suonano le sirene di allarme (foto d'archivio Ansa)

Israale, autobus colpito da un razzo lanciato dalla Striscia di Gaza. Suonano le sirene di allarme (foto d’archivio Ansa)

TEL AVIV – Escalation di violenza nella Striscia di Gaza: oltre 200 razzi sono stati sparati verso il Sud di Israele dopo l’operazione israeliana che ha provocato sette morti. Un autobus israeliano è stato colpito vicino a Sderot. Ci sono almeno due feriti gravi. Sette i feriti in totale.

 

L’attacco palestinese è avvenuto presso il villaggio israeliano di Kfar Azza, a breve distanza dalla striscia di Gaza.

E da Israele sono già partiti caccia dell’aviazione per colpire “obiettivi terroristici” nella Striscia. Un aereo F-16 israeliano ha centrato a Gaza City la palazzina dove si trovano gli studi centrali della emittente di Hamas, la televisione al-Aqsa. A quanto pare nell’attacco non si sono avute vittime perché in precedenza i dipendenti avevano ricevuto un avvertimento da Israele ed avevano lasciato l’edificio. L’aviazione israeliana aveva poi lanciato sul tetto della casa due razzi “di avvertimento”.

I razzi, dice Hamas, sono una risposta al blitz israeliano che domenica 11 novembre ha provocato la morte di Nour Barake, il capo militare delle Brigate Al Qassam, il braccio armato di Hamas, e di altri sei miliziani. Secondo il Daily Mail, che cita fonti Twitter, gli uomini delle forze speciali israeliane hanno raggiunto il sud di Gaza a bordo di un’auto civile e travestiti da donne. 

Il capo di stato dell’esercito Gadi Eisenkot ha tagliato corto parlando di “un’azione importante per la sicurezza di Israele”. “Le forze dell’esercito e dell’aviazione – ha proseguito offrendo le condoglianze alla famiglia dell’ufficiale israeliano ucciso – hanno combattuto bene ed eroicamente”. L’esercito ha comunque deciso di rinforzare le proprie truppe nel sud ed è pronto ad “operare se necessario, a piena forza”.