Israele, un blogger italiano: “Shalit è morto”

Pubblicato il 13 Ottobre 2011 18:15 | Ultimo aggiornamento: 13 Ottobre 2011 18:15

GERUSALEMME, 13 OTT – Gli israeliani avevano sempre sostenuto di rivolere in patria i propri connazionali rapiti, vivi o morti. E per Gilad Shalit, il militare israeliano rapito a 19 anni dai miliziani di Ezzedin Al Qassam, una fazione di Hamas, nel 2006,  c’è chi vede la seconda ipotesi come possibile. Ne scrive Massimo Coppa Zenari sul proprio blog: “Una fonte che ritengo attendibile e vuole restare anonima mi ha riferito che, secondo voci provenienti da ambienti islamici somali e raccolte dai servizi segreti pachistani, il caporale Shalit sarebbe morto in prigionia nel 2010, a causa di un blocco renale rivelatosi fatale per l’impossibilità di prestargli un’adeguata assistenza sanitaria”.

Quel che di Shalit potrebbe quindi essere riconsegnato al suo Paese in cambio della liberazione di mille palestinesi detenuti nello Stato ebraico potrebbero essere “solo i suoi resti”.

“Peraltro, scrive Coppa Zenari, è vero che Hamas ha sempre rifiutato di consentire a chicchessia di verificare l’esistenza in vita e le condizioni di salute di Shalit: nemmeno alla Croce Rossa Internazionale è stato concesso di fare niente. Solo nel settembre del 2009 il ragazzo è apparso in un video con un giornale di quei giorni: sembrava provato, ma in buona salute”.

Il movimento islamico di Hamas ha bisogno di rilanciare la propria immagine dopo la presa di distanze da parte di Mahmoud Abbas (Abu Mazen), leader dell’Autorità Nazionale Palestinese riconosciuta da Israele. Se ottenesse la liberazione di mille palestinesi detenuti nelle carceri israeliane Hamas godrebbe certamente di un maggior favore da parte della popolazione.

Un effetto che sarebbe amplificato se lo Shalit restituito a Israele non fosse vivo.