Israele, mega rogo sul monte Carmelo: 50 morti. Paura per un deposito di cloro

Pubblicato il 2 Dicembre 2010 16:09 | Ultimo aggiornamento: 2 Dicembre 2010 17:25

Monte Carmelo

È di almeno 50 morti, in gran parte poliziotti e soccorritori,  il  primo bilancio del vasto incendio che ha investito l’area del monte Carmelo, nel nord di Israele, non lontano da Haifa.

Lo riferisce radio Gerusalemme, confermando che l’episodio più grave ha riguardato un bus della polizia con a bordo poliziotti che lavoravano in una prigione della zona, minacciata dalla fiamme.

Inizialmente si era detto che sul veicolo viaggiavano detenuti evacuati dalla vicina prigione di Damon (in cui sono reclusi anche palestinesi); successivamente fonti del servizio penitenziario hanno smentito la cosa, precisando che i detenuti erano in salvo e che il pullman coinvolto nell’incidente trasportava invece guardie carcerarie.

Alcuni feriti o intossicati si lamentano anche nel kibbutz di Givat Wolfson, vicino a Beit Oren, in parte evacuato come altri kibbutz e villaggi (in maggioranza drusi) della zona. Le cause dell’incendio restano da accertare, ma non si esclude l’ipotesi del dolo. Secondo le autorita’ municipali di Haifa, la pista principale d’indagine si concentra al momento su un possibile legame fra il rogo e un focolaio iniziale acceso per dar fuoco a una discarica abusiva o a sterpaglie.

In un intervento radiofonico, il premier Benyamin Netanyahu ha confermato che si tratta dell’incendio piu’ grave della storia d’Israele e ha riconosciuto che ”ci sono lezioni da trarre”. Netanyahu ha assicurato l’invio sul posto di tutti i mezzi di soccorso disponibili e ha annunciato di aver chiesto aiuto anche al ministero della Difesa.

Vi sono anche diversi feriti, alcuni dei quali giudicati dai medici in condizioni estremamente critiche. Il rogo, originato da diversi focolai, ha devastato finora un territorio di quasi 2000 ettari e le squadre di soccorso stentano a riportarlo sotto controllo.

Diversi kibbutz e villaggi sono stati evacuati e alcune case risultano essere state bruciate, mentre si teme per un deposito di cloro che – se investito – potrebbe produrre esalazioni tossiche. L’allerta è scattata anche in alcuni quartieri e nell’università di Haifa, dove le autorita’ municipali hanno invitato parte della popolazione a non uscire in strada.

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