Israele: servizio civile anche per arabi e ortodossi?

Pubblicato il 29 aprile 2012 15:10 | Ultimo aggiornamento: 29 aprile 2012 15:10

GERUSALEMME, 29 APR – La introduzione del servizio civile obbligatorio per quanti sono esonerati dal servizio militare di leva e' oggetto di discussione in questi giorni fra i partiti israeliani e rischia di destabilizzare il governo di Benyamin Netanyahu. Il vento di protesta e' giunto da un gruppo di giovani che, a breve distanza dall'ufficio del premier hanno eretto 'L'attendamento dei fessi' dove ricevono delegazioni da tutto il paese e parlamentari. '''Noi – hanno detto – serviamo per tre anni nella forze armate, e quindi nella riserva, mentre interi strati sociali non danno alcuno contributo al Paese''. Si riferivano alla minoranza araba e agli ebrei ortodossi, i quali tradizionalmente non vengono reclutati.

Secondo questi dimostranti – fra cui spiccano alcuni degli attivisti 'indignados' che l'estate scorsa hanno trascinato nelle strade masse di dimostranti – sta al governo imporre un 'servizio civile obbligatorio' di identica lunghezza a quanti, per ragioni ideologiche, non servono nelle forze armate. Oggi Netanyahu ha ricevuto una delegazione dell' 'Attendamento dei fessi' e ha assicurato che presentera' alla Knesset una nuova legge ''piu' egualitaria''. ''Se sara' necessario – ha affermato – andremo anche ad elezioni anticipate''. Anche il partito della destra radicale Israel Beitenu si appresta a presentare nei prossimi giorni in parlamento una nuova legge sulla stessa questione. A quanto pare gli arabi e gli ebrei ortodossi potrebbero essere impiegati in ospedali, fra i vigili del fuoco, o nella protezione dell'ambiente. Queste iniziative hanno molto allarmato i due partiti ortodossi che fanno parte della coalizione governativa di Netanyahu, per i quali lo status quo deve essere rispettato. Anche da alcuni esponenti arabi in parlamento le prime reazioni sono del tutto negative.