Issei Segawa mangiò compagna di studi: “Non volevo ucciderla, solo assaggiarla”

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 Aprile 2015 15:59 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2015 15:59
Issei Segawa mangiò compagna di studi: "Non volevo ucciderla, solo assaggiarla"

Issei Segawa mangiò compagna di studi: “Non volevo ucciderla, solo assaggiarla”

TOKYO – “Non volevo ucciderla, solo assaggiarla“. A raccontarlo è il cannibale di Parigi, Issei Sagawa, al settimanale Sunday Mainichi che lo ha inserito nella lista dei 100 protagonisti della storia giapponese dal dopoguerra ad oggi. Trent’anni fa uccise la sua giovane compagna di studi, l’olandese Renèe Hartelvelt, per mangiarla. La invitò a casa sua per un ripasso finale in vista degli esami e la ammazzò con un fucile per poi mangiarne alcune parti del corpo: fino a un totale di 7 kg di carne umana. Era il 1981 e i due studiavano letteratura inglese all’Università Sorbona di Parigi. Le autorità francesi lo giudicarono inprocessabile perché insano di mente e lo estradarono ma una volta rientrato in Giappone, rappresentato dai migliori avvocati del Paese che il ricco papà di Issei pagò profumatamente, fu rilasciato dopo un anno e mezzo per insufficienza di prove.

Oggi Issei Sagawa vive in un piccolo appartamento alla periferia di Tokyo con un piccolo sussidio statale e i proventi delle interviste. Non ha mai mostrato segni di pentimento per l’orrore consumato quella notte e anzi afferma che secondo lui il cannibalismo è una forma di amore, la più alta che ci sia:

“Io ho ucciso Renèe per mangiarla, non per violentarla…- racconta – Facendo l’amore, infatti, entri nel corpo dell’alta persona per pochi minuti. Mangiandola, la fai tua per sempre”. 

E aggiunge che gli sarebbe bastato anche solo un pezzo della sua carne. Tutta colpa della timidezza:

“Se non fossi stato così timido, se avessi avuto il coraggio di chiederle anche solo di assaggiare le sue unghie, una ciocca di capelli, o di peli pubici, magari intrisi di urina, oggi Renèe sarebbe ancora viva. Confesso di avere ancora degli istinti antropofagi, ma ho imparato a sopprimerli da quando ho capito che nella nostra società mangiare una persona è vietato. Anche perché prima devi ucciderla. E non si deve uccidere una persona che ami”.

Ci sia consentito rettificare: non si deve uccidere, punto.