Italiani scomparsi in Honduras: pressing della Farnesina

Pubblicato il 27 Marzo 2010 0:00 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2010 0:00

Dieci giorni dopo essere scomparsi nel nulla nell’isola honduregna di Roatan, rimane avvolto nel mistero il destino di Maurilio Mirabella e Luca Pagliaro.

A chiedere al governo di Tegucigalpa di “mettere in atto ogni possibile azione per intensificare le ricerche” dei due connazionali è stato d’altra parte oggi Vincenzo Scotti, sottosegretario agli esteri. Scotti ha presentato la richiesta al viceministro per la Sicurezza honduregna, Josè Romero Luna, ieri a Roma a margine di una conferenza internazionale.

A Roatan – la più grande delle ‘islas de Bahia’ del paese centroamericano, un vero ‘paradiso’ tropicale – proseguono intanto le ricerche avviate dall’ ambasciata italiana e gli investigatori locali dopo la scomparsa, lo scorso 17 marzo, dei due italiani. Mentre le piste seguite rimangono diverse, nelle ultime ore é venuta a cadere quella che poteva rappresentare una novità chiave per la vicenda.

Giorni fa, una donna aveva infatti riferito di aver visto Mirabella nel bar dell’aeroporto dell’isola. Dopo aver ottenuto il via libera delle autorità giudiziarie, personale dell’ ambasciata italiana ha visionato a lungo le immagini relative alla giornata indicata dalla donna, nelle quali però non c’é alcuna traccia di Mirabella, peraltro molto noto nell’isola, visto che è istruttore di un diving specializzato nelle immersioni tra gli squali.

Anche se con il passare dei giorni le speranze di poter trovare i due si riducono, i quattro investigatori e la squadra (una trentina) di agenti mobilitati da Tegucigalpa proseguono le ricerche sul campo insieme ad un esperto dell’ambasciata italiana: ricerche che, da giorni, si sono in particolare concentrate nell’area centrale dell’isola, la regione nella quale fino al giorno dopo la scomparsa è stata rilevata il segnale dei telefonini dei due.

Trovare la pista giusta per risolvere il mistero non sarà certo facile, precisano fonti locali, indicando tra l’altro di non credere in una possibile fuga: “A casa hanno lasciato tutto com’era, il computer era per esempio rimasto acceso, mentre non hanno ritirato soldi dal bancomat”. Di certo c’é che Roatan è un’isola che rappresenta un paradiso caraibico quasi unico dal punto di vista turistico, ma con delle crescenti difficoltà per viverci. I lunghi tentacoli dei cartelli messicani della droga sono ormai presenti anche da queste parti, visto per esempio che è in corso una guerra tra diversi gang di narcos che ha mietuto anche qualche vittima.