James Foley, decapitato dall’Isis, si convertì a Islam durante prigionia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 Ottobre 2014 8:22 | Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2014 8:22
James Foley, decapitato dall'Isis, si convertì a Islam durante prigionia

James Foley, decapitato dall’Isis, si convertì a Islam durante prigionia

NEW YORK, – Subito dopo il sequestro, James Foley, il giornalista americano decapitato lo scorso agosto James Foley si convertì all’Islam. Lo hanno testimoniato al New York Times un ex miliziano dell’Isis e altri tre ex ostaggi. “Recitavo il Corano con lui. Altri l’avrebbero fatto per ottenere un trattamento migliore, ma lui ci credeva davvero”, ha detto al quotidiano americano Jejoen Bontinck, un ‘foreign fighter’ belga che nel 2013 passo’ tre settimane in cella con Foley, dopo esser finito nei guai con le gerarchie dello Stato islamico.

Foley era cattolico: dopo la decapitazione papa Francesco ha telefonato alla sua famiglia elogiandone la fede. Solo pochi ostaggi, scrive il New York Times, sono rimasti fedeli alla religione di origine, tra questi l’americano della Florida Steven Sotloff, ebreo praticante decapitato dopo Foley, che per Yom Kippur aveva detto di sentirsi male pur di osservare il digiuno.

Il Times dedica un lungo reportage, frutto di tre mesi di lavoro, agli orrori prima delle decapitazioni: sulla base di deposizioni di ex ostaggi, familiari e di Bontinck, attualmente sotto processo in Belgio, il quotidiano conferma che, se sgarravano, i prigionieri venivano sottoposti alla tortura del waterboarding, proprio come confermato oggi dal britannico John Cantlie, rapito con Foley nel novembre 2012.

Un nuovo video dell’Isis. Nel frattempo l’Isis ha diffuso un nuovo video sull’ostaggio inglese John Cantile. Nel filmato, della serie ‘Prestami le tue orecchie”, il prigioniero discute della sua esperienza e di quella di altri ostaggi. Parla poi di ‘waterboarding’ usato dai miliziani contro di loro e di “verità scomode” per Usa e Gb su negoziati per il suo rilascio.

Nel video della durata di 6 minuti e 30 secondi distribuito domenica 26 ottobre su Twitter, Cantile compare seduto a un tavolo mentre legge un foglio di carta. L’ostaggio britannico dice che l’Isis ha iniziato una operazione “a lungo termine” per catturare gli occidentali entrati in Siria nel 2013 e poi ha cercato di negoziare con i loro Paesi per il rilascio. I cittadini provenienti da Danimarca, Germania e Spagna sono stati liberati dopo negoziati – sottolinea Cantile – ma gli americani e i britannici sono stati “ostacolati” dai loro rispettivi governi. Cantile quindi legge un presunto scambio di email tra le famiglie dei prigionieri e l’Isis dove i familiari si lamentano del mancato aiuto del governo Usa.

“Ora gli elementi ricorrenti in queste email è che il governo Usa non stava facendo assolutamente nulla per aiutare le famiglie coinvolte in questa trattativa. I mujaheddin ci hanno detto che ai nostri governi non importava nulla di noi e noi non ci credevamo. Ci hanno detto che non valevamo nulla e non ci abbiamo creduto. Ci è stato detto che avremmo iniziato a morire e non abbiamo creduto nemmeno a questo”, dice l’ostaggio britannico. E ancora: “La mente umana ha una incredibile capacità di autodifesa in situazioni difficili. Ma era tutto vero. I nostri governi hanno scelto di non negoziare con lo Stato islamico … E mentre tutti gli altri accettavano le condizioni poste per il rilascio, per noi non c’era nessun accordo”.