Jeffrey Epstein, in un diario segreto la verità sulle sue amicizie con i potenti

di Caterina Galloni
Pubblicato il 13 Agosto 2019 6:20 | Ultimo aggiornamento: 12 Agosto 2019 18:55
Jeffrey Epstein

Jeffrey Epstein (Ansa)

ROMA – Jeffrey Epstein sembra scrivesse su un diario segreto informazioni sulle sue amicizie potenti, lo considerava una sorta di “polizza assicurativa”. Il finanziere statunitense, arrestato per pe****ia e traffico di minori in Florida e New York e trovato impiccato nella sua cella, frequentava volti noti come il principe Andrea, Bill Clinton e Donald Trump.

Secondo quanto riportato dal Mirror scriveva un diario “minuziosamente dettagliato” sulle molte amicizie con personaggi ricchi e famosi, che considerava un’assicurazione. Dopo la sua morte, secondo alcuni, il fatto che potrebbe venire alla luce il diario segreto, sarebbe motivo di panico tra i potenti amici. “Tutto ciò che Jeff ha comprato, compresi gli amici. Ha usato la ricchezza per comprare i complici e poi elargire denaro a chi corteggiava”, ha detto la fonte al Mirror, aggiungendo che Epstein “sapeva” che essere amico di persone ricche e famose “gli garantiva protezione” ed è per questo che ha scritto il diario, “nel caso ne avesse mai avuto bisogno”.

La notizia del diario segreto di Epstein ha iniziato a girare quando le presunte vittime di traffico sessuale e le autorità federali hanno detto che intendevano andare avanti nonostante il suo decesso. L’avvocato Jack Scarola, che rappresenta molte delle presunte vittime di Epstein, ha riferito al Mirror di essere “fiducioso che altre vittime possano vincere la paura che ha impedito loro di farsi avanti” mentre Epstein era ancora vivo”.

La morte del finanziere è avvenuta poche ore dopo che un tribunale degli Stati Uniti ha aperto una serie di documenti relativi a una causa del 2015 intentata contro la fidanzata – poi diventata “migliore amica” – di Epstein, Ghislaine Maxwell, da cui erano emersi nuovi dettagli sui presunti reati.

Scarola ha inoltre osservato:”Le vittime che non si sono ancora fatte avanti hanno probabilmente informazioni che aiuteranno a consegnare alla giustizia i complici, gli attivisti, i reclutatori e gli altri trafficanti al soldo di Epstein”. Ha affermato che le sue assistite non “saranno tranquille fino a quando tutti coloro che hanno partecipato ai crimini di Epstein non saranno assicurati alla giustizia, indipendentemente dal loro passato o dalla loro attuale posizione”.

L’avvocato Geoffrey Berman in una dichiarazione ha ribadito che “ci impegnamo a difendere le giovani donne coraggiose che si sono già fatte avanti e quelle che devono ancora farlo” lasciando intendere che i complici di Epstein potrebbero presto affrontare delle accuse. Tra i presunti complici nominati nelle cause civili sono presenti Ghislaine Maxwell e l’ex dipendente Nadia Marcinkova.

Tre ragazze hanno accusato Maxwell, 58 anni e figlia dell’ex tycoon Robert, di aver facilitato gli abusi, offrendo loro un lavoro come assistente personale per poi trasformarle in schiave sessuali. Una fonte al New York Post ha detto che Maxwell starebbe collaborando con le autorità. Il ruolo di Marcinjova sarebbe stato quello di intrattenersi con “ragazze minorenni” di fronte a Epstein che la definiva “la mia schiava se****le”.

Dopo la morte di Epstein, hanno parlato molte delle sue presunte vittime: Jennifer Araoz, che ha accusato Epstein di averla violentata nella sua casa di Manhattan quando aveva 15 anni, ha detto:”Dovremo convivere con le ferite delle sue azioni per il resto della nostra vita, mentre lui non dovrà mai affrontare le conseguenze dei crimini ha commesso, il dolore e il trauma che ha causato a così tante persone”.

L’avvocato di Araoz, Kimberly Lerner, ha dichiarato: “C’è un’intera rete di persone che ha permesso che ciò accadesse. È tempo che tutti coloro che ne fanno parte siano ritenuti responsabili”. Virginia Roberts Giuffre, in una deposizione del 2016, aveva affermato che era adolescente quando è stata costretta a fare s***o con George Mitchell, un ex leader della maggioranza del Senato che ha rappresentato il Maine dal 1980 al 1995, con l’ex governatore del New Mexico Bill Richardson e il principe Andrea, duca di York. Quest’ultimo ha negato decisamente tutte le accuse.

L’avvocato di Giuffre, Sigrid McCawley, ha dichiarato che “la resa dei conti iniziata con le voci delle vittime coraggiose non dovrebbe concludersi” con la morte di Epstein.

Fonte: Daily Mail