Mali: attacco hotel turisti. 27 morti, libero chi sa Corano

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Novembre 2015 10:37 | Ultimo aggiornamento: 21 Novembre 2015 0:17
Jihad attacca hotel in Mali: prese in ostaggio 170 persone

Jihad attacca hotel in Mali: prese in ostaggio 170 persone

BAMAKO – Alla fine i morti sono 27. Si è concluso nel sangue l’attacco jihadista all’hotel Radisson Blu nel centro di Bamako, la capitale del Mali.

Uomini armati venerdì mattina hanno preso in ostaggio 170 persone, 140 clienti e di 30 dipendenti dell’albergo. E come già accaduto in passato, hanno rilasciato solo chi sapeva il Corano. Un attacco con armi da fuoco e granate. Dopo circa un paio d’ore hanno fatto irruzione le forze speciali Usa e francesi, che hanno salvato gli ostaggi poco a poco: il bilancio finale è di 27 morti.

Il commando era composto da 13 persone, tutte uccise secondo le ultime notizie. L’albergo è frequentato da diplomatici e uomini d’affari occidentali e potrebbe essere stato preso di mira perché tra i clienti ci sono molti francesi. L’attacco è avvenuto al settimo piano dell’hotel Radisson di Bamako dove – stando al quotidiano francese Liberation – “si trovano le camere utilizzate dal  personale di volo dell’Air France”.

Fonti ufficiali confermano che nell’attacco c’è una vittima americana, nessuna vittima francese. 

“E’ successo nelle prime ore del mattino di venerdì al settimo piano: jihadisti hanno sparato nel corridoio. Lo scopo era di prendere degli ostaggi”, ha riferito una fonte della sicurezza. Gli assalitori sarebbero entrati nel complesso dell’albergo, che conta 190 camere ed è frequentato da stranieri, a bordo di un’auto con targa “corpo diplomatico”. L’albergo si trova poco a ovest del centro, in un quartiere che ospita ministeri e sedi diplomatiche.

Il ministro della Difesa francese Jean-Yves Le Drien ha confermato che dietro l’attacco potrebbe esserci Mokhtar Belmokhtar, ex comandante di Al Qaeda in Maghreb, ora leader di al-Morabitoun.

Il 7 marzo scorso a Bamako un attentato contro un bar-ristorante aveva provocato cinque morti, tra i quali un francese e un belga. Si trattava della prima azione terroristica di questo tipo nella capitale maliana. Da marzo-aprile 2012 il nord del Paese è controllato da gruppi jihadisti.

Il vasto deserto settentrionale del Mali è funestato da rivalità etniche e da una guerriglia fondamentalista: dal colpo di stato del 2012, si fatica moltissimo a ristabilire una condizione di pace. Gli estremisti islamici riuscirono a prendere il controllo del Nord del paese e questo portò a un intervento militare francese nel 2013. I gruppi estremisti furono mandati via dalle città del Nord, ma l’area continua a rimanere poco sicura e quest’anno si sono verificati diversi attacchi.