Jihadi John è Mohamed Emwazi, londinese. Isis, svelata l’identità del boia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 febbraio 2015 12:24 | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2015 18:03
"Jihadi John" è Mohamed Emwazi, inglese: svelata l'identità del boia dell'Isis

“Jihadi John” è Mohamed Emwazi, inglese: svelata l’identità del boia dell’Isis

LONDRA – Si chiama Mohamed Emwazi, ha 27 anni ed è di Londra. E’ l’identità di Jihadi John, il ragazzo incappucciato che abbiamo imparato a riconoscere nei terribili video dell’Isis. Fino ad oggi sapevamo che era giovane, con marcato accento britannico, e che con un coltellaccio sgozzava ostaggi americani o inglesi. Oggi sappiamo anche chi è: Mohamed ha 27 anni, è di una zona ovest di Londra, ed è nato in Kuwait.

Viene da una famiglia agiata ed è laureato in informatica. Fino al 2012, a quanto pare, ha condotto una vita “normale” in Gran Bretagna, poi si è arruolato nell’Isis, probabilmente nel 2012. Tutte queste informazioni le ha diffuse la Bbc che a sua volta si basa su un comunicato di Scotland Yard.

Fino ad oggi si pensava che Jihadi John fosse l’ex rapper e dj Abdel-Majed Abdel Bary, un ragazzo londinese di 23 anni. Mohamed Emwazi è comparso per la prima volta in un video Isis nell’agosto 2014, con la decapitazione dell’americano James Foley.

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Secondo fonti vicine al terrorista, Emwazi si sarebbe avvicinato all’estremismo islamico dopo un viaggio in Tanzania organizzato a maggio del 2009. In realtà Emwazi e due suoi amici – un tedesco convertito all’Islam che si chiama Omar e un certo Abu Talib – non hanno mai fatto la vacanza perché sono stati arrestati all’aeroporto di Dar es Salaam ed espulsi il giorno dopo. Le fonti non rivelano le ragioni dell’arresto.

“Jihadi John” era stato detenuto dall’antiterrorismo britannico nel 2010 dopo essere arrivato a Londra dal Kuwait. In quell’occasione la polizia gli aveva preso le impronte digitali e lo aveva perquisito, inserendo poi il suo nome nella lista dei terroristi sotto controllo, e gli aveva anche vietato la possibilità di espatrio e quindi di ritorno in Kuwait.

Intanto i jihadisti continuano a seminare il terrore in Siria. E’ salito a 220 il numero dei cristiani rapiti dall’Isis: 15 di loro sono stati uccisi. Sono cristiani assiri rapiti negli ultimi tre giorni nella regione nord-orientale di Hasaka, punto di collegamento con il Califfato in Iraq. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani secondo il quale i sequestri di cristiani sono avvenuti in dieci villaggi intorno al capoluogo Hasaka. L’Isis però ha ucciso 15 cristiani rapiti, nel governatorato di Hassake, al confine Nord-orientale con l’Iraq. Negli stessi territori è anche in corso da domenica l’offensiva dei peshmerga curdi dell’Ypg sostenuti dai raid aerei della coalizione internazionale guidata dagli Usa.