Jozef Wesolowski, bambini raccontano: “Ci dava 10 euro per andare con lui”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 settembre 2014 10:04 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2014 10:04
Jozef Wesolowski, bambini raccontano: "Ci dava 10 euro per andare con lui"

Jozef Wesolowski

ROMA – I bambini raccontano: “Ci pagava 10 euro”. Missioni all’estero per partecipare a incontri a “luci rosse” con i minori. Una serie di viaggi pastorali che però a quanto pare servivano a nascondere la doppia vita dell’allora nunzio di Santo Domingo, monsignor Jozef Wesolowski. Si concentrano su almeno tre soggiorni a Francoforte e su altri spostamenti all’estero avvenuti tra il 2011 e il 2013, gli accertamenti della gendarmeria vaticana che indaga sugli abusi sessuali su minori compiuti dall’alto prelato arrestato quattro giorni fa per volontà di papa Francesco e tuttora agli arresti domiciliari all’interno della Santa Sede, presso il Collegio dei Penitenzieri.

Florenza Sarzanini per il Corriere della Sera racconta:

Quanto emerso finora avvalora l’ipotesi che l’arcivescovo fosse inserito in una rete internazionale di pedofili e proprio su questo si concentrano le verifiche disposte dai promotori di giustizia. Anche tenendo conto che durante quei soggiorni in Germania risultano accessi ai siti specializzati in appuntamenti gay per cercare compagnia e scambiare materiale pedopornografico.

Le testimonianze dei tre bambini e delle loro mamme, allegate al fascicolo processuale, svelano quali fossero le aberranti modalità utilizzate dall’alto prelato. Alcuni di loro hanno accettato di raccontarlo davanti alle telecamere della televisione dominicana, che ha svolto un’approfondita inchiesta sugli abusi compiuti dal nunzio, provocando l’apertura dell’inchiesta da parte della magistratura del Paese.

I minori hanno spiegato di non sapere che «quell’uomo era un prete, lui non ce lo ha mai detto. Ci avvicinava e ci dava dieci euro ogni volta che accettavamo di andare con lui. Ci portava in una casa che aveva affittato a Boca Chica. Eravamo quattro o cinque, ci faceva stare tutti insieme e poi voleva sempre farci stare con lui».