Kamikaze nella Beirut di Hezbollah: 40 morti. Isis rivendica

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 Novembre 2015 20:21 | Ultimo aggiornamento: 12 Novembre 2015 20:21

BEIRUT – Attentato a Beirut: il terrorismo dell’Islam estremo sunnita non risparmia nemmeno il pacifico Libano. Due kamikaze si sono fatti esplodere giovedì pomeriggio in un centro commerciale nella periferia sud della città, roccaforte del movimento sciita Hezbollah. I morti sono quasi 40, oltre 180 i feriti.

Si pensa si tratti di una rappresaglia sunnita per il sostegno di Hezbollah a Bashr al Assad in Siria. Secondo quanto riferisce il sito Site, che monitora le attività del terrorismo islamico, gli attentati sono stati rivendicati dall‘Isis.

Secondo l’agenzia nazionale libanese Nna, la duplice esplosione è avvenuta vicino al campo palestinese, le vittime sono state investite tra un caffé e l’ingresso di un ospedale gestito sempre da Hezbollah. Per la polizia, si è trattato dell’azione di due kamikaze, anche se circolano voci riguardanti quattro attentatori. Il ministro dell’Interno, Nouhad Machnouk, ha detto che un terzo attentatore suicida è rimasto ucciso in una precedente esplosione.

Dalle prime informazioni sembra che gli attentatori si siano addentrati nel quartiere a piedi, con addosso le cinture esplosive, per evitare i controlli a cui sono sottoposte le auto da quando, nel 2013, esplose un‘autobomba guidata da un kamikaze. Dopo quell’episodio i gruppi militanti sunniti avevano minacciato nuove rappresaglie contro il movimento sciita, schierato nel conflitto siriano a sostegno delle forze governative di Assad.

Ma anche l’ex premier libanese Saad Hariri, sunnita, ha condannato gli attentati: “Colpire i civili è vile e non ha giustificazioni”. Hariri, figlio ed erede politico di Rafiq Hariri, ucciso in un attentato a Beirut nel 2005, vive da tempo lontano dal Libano per motivi di sicurezza. Da alcuni giorni i media libanesi parlano di un suo possibile rientro in patria nelle prossime settimane.

(Foto Lapresse)