Kazakistan, prima castrazione chimica per un pedofilo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2018 20:47 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2018 20:47
castrazione chimica

Kazakistan, prima castrazione chimica per un pedofilo

ROMA – Un uomo condannato per pedofilia in Kazakistan, subirà la castrazione chimica a causa dei crimini sessuali da lui commessi. È il primo caso di castrazione chimica nel paese da quando è stata approvata la legge che prevede punizioni esemplari per chi viene condannato per abusi sessuali sui bambini.

Il presidente Nursultan Nazarbayev, ha annunciato che migliaia e migliaia di euro saranno investiti per finanziare questa particolare pena applicabile agli uomini riconosciuti colpevoli di crimini sessuali su minori.

Questo primo caso, che vede protagonista un uomo del Turkestan, crea un importante precedente, per cui la castrazione chimica potrebbe essere utilizzata anche in altri casi simili. Il governo kazako infatti ha acquisito 2mila dosi del farmaco che inibisce la potenza sessuale.

La castrazione chimica consiste nella somministrazione di un farmaco a base di ormoni che agisce sulla libido e riduce l’attività sessuale. Il suo effetto non è definitivo e il suo impiego è previsto da alcuni codici penali come condanna temporanea per stupratori e pedofili, soprattutto se recidivi per reati a sfondo sessuale, come previsto dall’ordinamento kazako.

Il tema della castrazione chimica è tornato al centro del dibattito italiano dopo le affermazioni del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, che ha in più occasioni proposto l’introduzione di questa particolare pena per chi si macchia di reati sessuali su minori.

Tuttavia, una simile proposta contraddice quanto riportato nella Costituzione italiana, che afferma che: “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”.