Kenya, assedio al Westgate è finito. Ma gli Shabaab minacciano nuovi attacchi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 settembre 2013 19:27 | Ultimo aggiornamento: 24 settembre 2013 19:47
Kenya, assedio al Westgate è finito. Ma gli Shabaab minacciano nuovi attacchi

Persone in fuga dal Westgate Mall (Foto Lapresse)

NAIROBI – “L‘assedio al Westgate Mall è finito”: dopo tre giorni di paura Nairobi torna a respirare. L’annuncio lo ha dato direttamente il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, in un discorso in tv. “Gli assalitori sono stati umiliati e sconfitti”, ha assicurato Kenyatta, cinque di loro sono stati uccisi, undici arrestati. Il bilancio finale è di 67 morti, tra cui 61 civili e sei agenti della sicurezza. E il centro commerciale Westgate praticamente distrutto.

Ma mentre si piangono i morti e il Kenya proclama tre giorni di lutto nazionale, il timore di nuovi attentati è più concreto che mai. Gli integralisti islamici somali Shabaab hanno minacciato nuovi attacchi nel Paese centrafricano, definito “agente degli ebrei”. Chiedono che il loro Paese, la Somalia, sia “lasciata in pace, che il Kenya non si intrometta negli affari di Mogadiscio, che i prigionieri siano liberati e che cessino tutte le forme di combattimento contro la nostra religione”. Altrimenti, minacciano, “sappiate che ciò che sta succedendo a Nairobi è solo un assaggio di quello che faremo in futuro e che vi dovrete aspettare delle giornate nere. Stiamo facendo subire loro ciò che subisce la popolazione nelle province del sud della Somalia,” dove esercito keniota sostiene il governo somalo contro l’insurrezione”.

Per paura che dalle parole si passi ai fatti, e che qualche cittadino americano si lasci infervorare dalle parole di Ayman al Zawahiri emulando non solo i fratelli Tsarnaev, ma anche gli Shabaab somali, in tutti i mall americani si stanno rafforzando le misure di sicurezza. Cresce la paura di attacchi ai cosiddetti ‘soft-target’. Il portavoce del Consiglio internazionale degli shopping center, Malachy Kavanagh, avverte: ”Ci sarà una risposta precisa a quanto accaduto in Kenya”, e invita il dipartimento americano per la Homeland Security a coordinare i prossimi interventi con i capi della sicurezza dei centri commerciali e le agenzie delle forze dell’ordine.

Anche se gli americani non amano doversi sottoporre a controlli e metal detector, questa sembra la via più probabile. “Questi centri sono soft-target in cui la sicurezza non è possibile a meno di stabilire punti di entrata e ispezione”, ha osservato lo stesso capo della polizia di New York, Ray Kelly in una intervista alla Nbc.  Ma al più grande e rinomato shopping center degli Stati Uniti, il ‘Mall of America‘ in Minnesota, nuove precauzioni sono già state messe in atto dopo il massacro in Kenya: “Il Mall of America ha già implementato precauzioni extra per la sicurezza dei nostri visitatori dopo gli eventi di Nairobi, ha fatto sapere il portavoce del Centro commerciale Dan Jasper, ma molte di queste misure non sono visibili”.