Kenya. Fratellastro di Obama vive in uno slum, ma dice di non provare rancore

Pubblicato il 16 luglio 2012 15:17 | Ultimo aggiornamento: 16 luglio 2012 15:17

George Obama

NAIROBI, KENYA – Lo hanno scovato in uno slum del Kenya, si chiama George Obama ed e’ il fratellastro del presidente americano, verso il quale dice di non nutrire alcun rancore per non avergli mai dato un aiuto nel corso di una esistenza ancora breve (ha compiuto da poco 30 anni), ma segnata da tragedie e poverta’.

A trovarlo a Nairobi nello slum di Huruma Flats – una sequenza interminabile di case fatte di lamiera e materiale di risulta, in cui vivono migliaia di persone, molte delle quali al limite della sopravvivenza – e’ stato il regista Dinesh d’Souza che lo ha intervistato sperando di strappargli delle dichiarazioni dure nei confronti del capo della Casa Bianca, cosi’ da ”irrobustire” il contenuto di un documentario, ”2016 : Obama’s America” (2016: l’America di Obama) manifestamente ostile al presidente.

D’Souza, un noto commentatore conservatore di origine indiana ed attuale presidente del King’s College di New York City, ha scritto la sceneggiatura del documentario, basandosi sul suo romanzo ”The Roots of Obama’s Rage” (Le Radici della Rabbia di Obama), in cui il presidente viene accusato di un viscerale ”odio anti-colonialista”, ereditato dal padre, che peraltro ha  visto una sola volta nella vita.

George Obama ha avuto una vita a dir poco ”complicata”. Orfano a sei mesi (il padre mori’ in un incidente stradale) e’ stato cresciuto dalla madre e dal patrigno, girovagando tra Africa e Asia, sino a vivere per due anni anche in Corea del Sud. Poi e’ tornato in Kenya dove solo grazie all’aiuto di una sua zia ha potuto occupare una costruzione di lamiera di pochi metri quadrati ad Huruma Flats, un inferno per molti, ma per lui un luogo dove, tutto sommato, vive bene.

Un uomo con la storia di George Obama (alcune foto sul web lo ritraggono davanti alla sua ”casa”, vestito alla bell’e meglio, con un berretto di lana calcato sulla testa), agli occhi di Dinesh D’Souza aveva forse tutte le motivazioni per screditare il fratellastro, che resta il presidente della piu’ grande nazione al mondo e che forse lo avrebbe potuto anche aiutare, lui che ha confessato in passato candidamente in alcune interviste di avere vissuto anche con un dollaro al mese.

Ed invece George Obama, al regista che lo intervistava sulla panchina di un parco di Nairobi, non ha detto alcuna frase contro il fratellastro alla domanda sul come si sentisse non avendo avuto da lui mai un aiuto. Evidentemente somigliante al presidente, di cui sembra avere la stessa postura (come quando accavalla le lunghissime gambe), all’appuntamento s’e’ presentato con una candida camicia e pantaloni nocciola e un bel sorriso stampato in viso.

George Obama non ha mai detto di vergognarsi della sua poverta’ e ha aggiunto di non nutrire alcun sentimento di amarezza o gelosia davanti ad un fratello che dice di stimare. ”Egli si deve occupare a tempo pieno di altre cose. Si prende cura del mondo, quindi, in qualche maniera, si prende cura anche di me, io faccio parte del mondo”. Pare che d’Souza sia rimasto sbalordito.

Tutto vero, ma non saranno pochi coloro che, visto il documentario di d’Souza, si chiederanno perchè l’uomo più potente della terra lasci vivere il fratellastro in condizioni abbiette, e senza che questi abbia veramente nulla da obiettare.