Attrice gay perseguitata dal regime iraniano chiede asilo a Londra: “Aiutatemi, rischio la vita”

Pubblicato il 20 maggio 2010 16:52 | Ultimo aggiornamento: 20 maggio 2010 16:52

Kiana Firouz

Tempi duri per chi fa cinema a Teheran. Soprattuto se, oltre a denunciare il regime iraniano, sei anche omosessuale. E’ la storia dell’attrice Kiana Firouz, 27 anni, che in occasione dell’anteprima di ‘Cul de Sac’, domani a Londra, ha affidato all’Arcigay international una lettera per chiedere sostegno a favore del suo asilo politico in Gran Bretagna.

Una richiesta che le era stata rifiutata dal British Home Office che, nonostante le abbia riconosciuto lo status di omosessuale perseguitata, non ha considerato opportuno concederle l’asilo. Eppure Kiana se dovesse essere estradata in Iran sarebbe condannata alla pena di morte. Nel regime di Mahmoud Ahmadinejad, infatti, l’omosessualità è considerato un reato gravissimo. Se viene provato che una donna adulta e consenziente ha avuto rapporti sessuali con persone dello stesso sesso, viene condannata a 100 frustate.

Pena che si ripete per tre volte, mentre alla quarta si applica la sentenza capitale (articoli 127, 129, 130 del codice penale). Le modalità di verifica del lesbismo in tribunale sono le stesse utilizzate per l’omosessualità maschile.