La kefiah cinese fa dimenticare Arafat

Pubblicato il 17 luglio 2010 12:00 | Ultimo aggiornamento: 17 luglio 2010 12:00

da: Correre della Sera

Le macchine sono immobili sotto la polvere, paralizzate come i negoziati di pace. Il simbolo della causa palestinese sta sulla testa stropicciata di Yasser Arafat, i suoi poster a colori foderano la fabbrica di Yasser Hirbawi. Che al leader morto nel 2004 deve l’ispirazione per queste diciassette filatrici, marca giapponese, comprate a partire dal 1961, «perché volevo che in Cisgiordania smettessero di comprare le kefiah all’estero, in Siria». A quei tempi, Arafat vagheggiava dall’esilio in Kuwait uno Stato per il suo popolo e Hirbawi vendeva l’orgoglio di indossare un prodotto locale, con quel disegno in bianco e nero, ancora ispirato alle reti da pesca e alle spighe di grano, come alle origini in Mesopotamia.

La crisi per Yasser l’uomo d’affari è iniziata proprio quando quello Stato è sembrato più vicino a realizzarsi. Gli accordi di Oslo nel 1993 hanno aperto l’economia dei territori al mondo e alla concorrenza. I foulard degli Hirbawi, 100 per cento…

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