La Mecca: “Lapidate diavolo”. 700 morti, diavolo se la ride

di redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2015 16:06 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2015 17:08
La Mecca: lapidavano il diavolo, una pietra e fu strage

Una foto d’archivio della cerimonia della lapidazione del diavolo

LA MECCA – Una pietra contro una stele, una pietra per lapidare il diavolo e simbolicamente scacciare il Male. Ma sono migliaia di pietre, centinaia di migliaia, una pietra per ogni pellegrino. Sono le 7 del mattino del 24 settembre, il sole ancora non picchia e i pellegrini musulmani arrivati a La Mecca per Hajj, la festa del sacrificio, da tutto il mondo hanno chiaro il programma del giorno.

Si dirigono in massa dalle tende dove hanno passato la notte fino al luogo “clou” della cerimonia di lapidazione del diavolo, questo il nome della liturgia. Partono da Mina a migliaia, a 15 chilometri da La Mecca, ognuno con una pietra in mano, ognuno con la sua veste bianca rituale indosso. Non sono massi o grandi pietre, il gesto è simbolico. Ma basta poco davvero per creare il panico in una folla enorme accalcata in vie strette, in percorsi obbligati. Basta, è bastato una pietra che scarta, devia dalla traiettoria che va dalle fila dei lanciatori al muro che simboleggia il diavolo. Una pietra che scarta, una fila che sbanda, una seconda fila che fugge, l’onda del panico. E gli umani che vicendevolmente si calpestano, uccidono, macellano. Quasi ottocento cadaveri, il diavolo, se esiste, ne sarà compiaciuto.

Le strade che portano dalla tendopoli che può ospitare fino a 3 milioni di pellegrini alla spianata della cerimonia si riempiono della folla. Ma basta niente, basta il primo sasso lanciato contro il diavolo e la folla si muove, ondeggia, in questo rituale purificatorio e caotico insieme. Basta il primo che strattona, che urla e in una esasperata reazione a catena, esasperata dalla folla enorme, il panico diventa morte. Perché i 717 morti sono stati schiacciati e calpestati, pestati faccia a terra.

Un numero enorme, il più grave incidente a La Mecca dal 1990. E forse sì, la sicurezza non ha funzionato e chissà se avrà ragione l’Iran (sciita) che si affretta ad accusare l’Arabia Saudita (sunnita) di aver chiuso uno degli accessi a questa cerimonia, quello dove si accalcavano soprattutto gli iraniani. Il senso di questa giornata è racchiuso in poche parole: lapidavano il diavolo, pietre alla mano, ed è stata una strage.