La Thailandia, il turismo sessuale ed il supermercato delle prostitute

Pubblicato il 19 Novembre 2009 13:33 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2009 13:33

Il quotidiano francese Le Nouvel Observateur dedica un ampio reportage ad un fenomeno che si sta espandendo in maniera esponenziale, quello del traffico e del turismo sessuale, specie in Thailandia, dove si svolgono 2 storie che possono servire da esempio per spiegare come avvengono gli incontri tra turisti e prostitute.

Noï ha vent’anni, lavora la sera in un bar di Bangkok. Scrive male in inglese e allora, per mantenere la corrispondenza virtuale con i suoi cinque clienti regolari che vivono lontano dalla Thailandia, si fa aiutare da un’anziana signora. «Mi manchi darling, quando torni a vedermi?» è il messaggio-tipo. All’aeroporto aspetta uno di questi clienti, un inglese assai robusto con dei dragoni tatuati sull’avambraccio. Trascorrerà due settimane in Thailandia. Una con Noï e un’altra «per esplorare, questa è la libertà», dice lui.

Irina è esile e slanciata. È moldava. È stata sequestrata per un mese e mezzo in un bordello turco, venduta e rivenduta, trattata «come una bestia selvaggia». Poi è riuscita a scappare.

Christophe è un avvocato di 42 anni, è sposato e ha tre figli. Viaggia spesso per lavoro e a volte non trascorre che quattro-cinque ore nella stessa città.

Solo nel 2008, secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, novanta milioni di viaggiatori (il 10 per cento del totale) hanno scelto la loro meta turistica in funzione dell’offerta sessuale. Pochi gli arresti e le condanne, se si guarda al numero dei soggetti coinvolti e in generale alle dimensioni del fenomeno. La prostituzione e il traffico di essere esseri umani contano tra i 2,5 e i 4 milioni di vittime, e l’80% sono donne e bambini.

«Donando qualche dollaro, permetterete alle ragazzine di far vivere tre persone della loro famiglia» si legge su un sito dedicato alla Thailandia. Nel Paese dove il sesso resta una locomotiva economica, ma dove la legge dal 1960 vieta la prostituzione, ci sono almeno 2,5-3 milioni di persone che più o meno occasionalmente vendono il loro corpo e le vittime di traffico sessuale sono ogni anno almeno 80 mila, 10 mila i minori. Quel milione di turisti del sesso che ogni anno sceglie la Thailandia lo fa perché si tratta di una «meta facile, anonima, senza rischi e poca cara» spiega poi un esperto.

Il reportage del magazine francese non si limita solo al “supermercato thailandese”, esplora anche il “reparto moldavo” e più in generale il ruolo di crocevia del traffico sessuale che svolge l’Europa. “Il mercato del sesso lo controllano soprattutto bulgari, nigeriani e camerunensi, i sudamericani si fanno valere in Spagna e i turchi in Germania” spiega Jean-Marc Souvira, direttore dell’Ufficio centrale di repressione della tratta degli esseri umani (Ocrteh).

“Esistono – prosegue Souvira – tre tipi di prostituzione: quella, visibile, della strada, quella degli hotel, più discreta, e poi quella della pseudo-agenzie di modelle che reclutano giovani donne attraverso falsi concorsi di bellezza”.