La lap dance finisce in tribunale: “E’ un arte e quindi esentasse”

Pubblicato il 7 settembre 2012 14:13 | Ultimo aggiornamento: 7 settembre 2012 14:15

NEW YORK – L’ammiccante balletto che si snoda attorno a un palo, con corredo di costumino succinto, zeppe vertiginose e luci soffuse, è arte? La lap dance, insomma, può essere considerata alla stregua di una danza “tradizionale” e, come tale, essere ritenuta esentasse? La domanda non è peregrina se un tribunale americano è stato chiamato a decidere sulla spinosissima questione. Negli Stati Uniti qualsiasi forma d’arte, come il balletto, è esentasse.

Ma il Tribunale delle tasse di New York ha contestato al club Nite Moves di Albany un arretrato di tasse non pagate da 400 mila dollari sulle cosiddette “vendite da divano”, ovvero gli spettacoli da tre minuti in cui una ballerina si esibisce, dietro compenso, al palo per un solo cliente. Il caso non è di facile soluzione se addirittura i giudici che se ne occupano sono costretti a sottilizzare sul tipo di danza offerta: “Dobbiamo toglierci dalla testa che qua si stia parlando del Bolshoi – ha affermato durante il dibattimento uno dei sette giudici che si dedicano al caso, lo scettico Eugene Pigott Jr – Qua le donne vengono assunte senza nessuna formazione professionale, e semplicemente fanno quello che fanno”. Pronta la risposta dell’avvocato: “Lo stato di New York non è un critico d’arte”.

A sostegno della difesa è stato addirittura chiamato un antropologo esperto in danze esotiche che ha sentenziato, dopo accurata perizia, che sì, la lap dance è arte. Ma aldilà degli aspetti pittoreschi della vicenda di mezzo ci sono un bel po’ di quattrini: i 400mila dollari del club di Albany ma anche le cifre simili che molti altri club di altri Stati potrebbero essere costretti a versare in caso di sentenza sfavorevole all'”arte del palo”.