Lavoro. Barbieri a 180 mila dollari l’anno a West Texas col boom dello shale gas

di Caterina Galloni
Pubblicato il 5 marzo 2019 6:30 | Ultimo aggiornamento: 5 marzo 2019 3:38
Lavoro. Barbieri a 180 mila $ anno col boom dello shale gas in West Texas

Lavoro. Barbieri a 180 mila $ anno a West Texas col boom dello shale gas, A Roma, Camera e Senato pagano 136 mila € ma le tasse…

ROMA – Un barbiere può guadagnare 180 mila dollari all’anno, prendere 75 dollari per un taglio di capelli. Non è in Italia, dove alla Camera e al Senato un barbiere può arrivare a 136 mila euro, nel comodo del centro di Roma, lasciando però quasi metà di quella cifra al Fisco. Siamo a West Texas, al confine di un arido deserto. Le tasse sono più basse ma la vita è più dura.

La barberia non è in storici palazzi rinascimentali ma in una baracca, con aria condizionata, accanto a un parcheggio. Ma ci troviamo in una città del Texas (West fu il nome del primo impiegato delle Poste in paese) al centro di un boom occupazionale conseguenza di un boom petrolifero, quello dello shale gas, che in Italia sarebbe impossibile. Siamo in una versione 21.mo Secolo della corsa all’oro. 

Il Wall Street Journal ha dedicato una inchiesta alla piena occupazione di cui oggi stanno godendo gli Stati Uniti d’America: The Great American Jobs Machine. “Inside the Hottest U.S. Job Market in Half a Century” è il titolo. Chiunque abbia avuto problemi a trovare un lavoro ora ha un’occupazione. Così il barbiere è talmente carico di lavoro da restare aperto fino a notte fonda e trovare gente disposta a pagare 75 dollari per saltare la coda. 

Siamo in “West Texas, uno dei migliori mercati del lavoro americani”. Qui la carne per le buone bistecche scarseggia, i “man-camps” sono al completo e i lavoratori del petrolio che non hanno tempo spendono 75 dollari per saltare la fila dal barbiere. Nelle aziende manifatturiere americane c’è un ritorno dell’occupazione. 

Pochi gli economisti che prevedono un ritorno a un periodo in cui la produzione ha rappresentato il top del lavoro in decine di Stati ma molti ritengono che l’industria si sia stabilizzata. Nella ripresa del mercato del lavoro, la percentuale di donne che fanno parte della forza lavoro, rispetto a quella degli uomini, cresce più rapidamente. Per ragioni opposte, scrive il Wsj, West Virginia non può vincere. Ciò è dovuto in parte alla dipendenza dal carbone, lo Stato non ha una forza lavoro istruita e fiorenti città che favoriscano la prosperità.  

Al centro tornano i lavoratori. Anche se molti alti dirigenti in tutte le aziende americane erano convinti che investire sulle persone fosse responsabilità altri. Una fabbrica a Greenville, in Ohio, mostra che sono in errore. Altro capitolo dell’inchiesta sono le città statunitensi con più probabilità di essere sconvolte dai robot. Sebbene l’automazione potrebbe non significare una diminuzione dell’occupazione in generale, tuttavia potrebbe tagliare posti di lavoro in quanto aumenta il livello di produttività. 

Fonte Wall Street Journal