Le armi chimiche siriane a Gioia Tauro. Ma il sindaco vuole chiudere il porto

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 gennaio 2014 12:27 | Ultimo aggiornamento: 16 gennaio 2014 20:42
Le armi chimiche siriane a Gioia Tauro: transito prima della destinazione finale

Le armi chimiche siriane a Gioia Tauro: transito prima della destinazione finale

ROMA – Le armi chimiche siriane a Gioia Tauro: transito prima della destinazione finale. Ma dopo i no dei porti di Brindisi e Cagliari anche il sindaco di Gioia Tauro, Renato Bellofiore, è sul piede di guerra e il collega di San Ferdinando (nel cui Comune ricade il 75% del proto), Domenico Madaffari, annuncia che potrebbe chiudere tutte le banchine., ma il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ribatte: “Il porto di Gioia Tauro non chiude. Altrimenti “occorre farlo per le operazioni analoghe che vi si svolgono tutto l’anno. Anche in questo preciso momento si sta lavorando a materiali chimici nello scalo calabrese”.

A Gioia Tauro le armi chimiche siriane transiteranno soltanto: depositate in 1.500 container a bordo della nave danese Arc Futura, verranno trasbordate sulla nave Cape Ray. 

Interpellata dall’ANSA, la Contship, società concessionaria del terminal container di Gioia Tauro, ha detto: “Non conosciamo ancora i dettagli dell’operazione, ma possiamo garantire che sarà svolta sulla base dei massimi requisiti di sicurezza e con tutte le prescrizioni che verranno elaborate dagli organi preposti”.

“Mettono a repentaglio la mia vita. Se succede qualcosa la popolazione mi viene a prendere con un forcone”, ha detto Bellofiore, “è gravissimo. Forse il ministro Bonino non sa cos’è la democrazia. La solita scelta calata dall’alto. Siamo considerati una popolazione di serie B. Tra l’altro, qui non c’è un’ospedale attrezzato”.

Critico verso la decisione del governo anche il presidente della Regione Calabria, Giuseppe Scopelliti: 

“E’ vero che la Calabria può offrire un contributo contro le armi chimiche e per la pace nel mondo, ma è anche vero che così facendo si rischia di portare alla guerra civile un territorio“.

L’Idv allestirà un presidio a Gioia Tauro contro l’arrivo della nave con le armi chimiche. Lo ha annunciato il segretario dell’Idv Ignazio Messina che è appena partito per raggiungere il porto calabrese con un gruppo di dirigenti del partito.