Libano, bomba contro un mezzo Unifil. “Nessun morto, sei feriti”

Pubblicato il 27 Maggio 2011 16:13 | Ultimo aggiornamento: 27 Maggio 2011 18:32

foto Ap/Lapresse

BEIRUT – Prima due morti , poi uno, alla fine nessuno: nella confusione dei comunicati sul bilancio delle vittime di in una bomba contro un mezzo dell’Unifil (guarda le foto), la missione Onu schierata nel sud del Libano, alla fine la Difesa ha detto che non è morto nessun soldato italiano ma solo sei sono rimasti feriti.

A diffondere la notizia è stata la tv panaraba al Jazeera con una scritta in sovrimpressione, mentre l’emittente libanese Future Tv ha subito affermato che un ordigno era esploso a sud di Sidone (40 km a sud di Beirut) nei pressi del fiume Awwali, al passaggio di un mezzo dei caschi blu.

La bomba era nascosta dietro un muretto di cemento e il luogo dell’attentato è lo stesso in cui il 1 agosto 2008 fu compiuto un attentato dinamitardo contro un veicolo della missione Onu su cui viaggiavano caschi blu irlandesi, lungo la superstrada che collega Beirut e Sidone, all’altezza della cittadina di Rmeile, circa 30 km a sud della capitale.

Dop0 il conflitto israelo-libanese del 2006 con la risoluzione 1701(2) i soldati dell’Unifil sono stati rimandati in Libano e dal 28 aprile 2010 guida la missione il generale spagnolo Alberto Asarta Cuevas.

”L’italia è vicina ai suoi militari” impegnati nella missione Unifil alla quale ”dobbiamo un contributo decisivo alla stabilità in una delle aree più sensibili della regione mediorientale”, ha detto il ministro degli esteri Franco Frattini, commentando le ”notizie drammatiche” giunte dal Libano ed esprimendo ”dolore” e ”profondo cordoglio” per i militari uccisi. “Mi giungono dal Libano notizie drammatiche – ha detto Frattini – che suscitano grande dolore e sentimenti di profondo cordoglio. Mi rivolgo ai familiari delle vittime, ai quali esprimo la mia vicinanza più sincera e la commossa ammirazione verso chi ha dato la vita per onorare il proprio Paese in una missione di pace, ed auguro pronta guarigione ai feriti”.

”Dobbiamo alla missione Unifil – ha aggiunto – un contributo decisivo alla stabilità  in una delle aree più sensibili della regione mediorientale ed è per questo motivo che l’ Italia è vicina ai suoi militari che danno prova di straordinaria professionalità e senso del dovere”.

La preoccupazione è che possa salire la tensione in una zona molto delicata, con il confine caldo da proteggere che è quello tra Libano e Israele, proprio mentre la vicina Siria reprime le rivolte di piazza e gli Usa tentennano sul da farsi con il regime di Assad vicino a Hezbollah. Finora proprio per non riaccendere il focolaio mediorientale l’America di Obama è stata criticata da più parti proprio per non aver usato il pugno di ferro contro i metodi poco ortodossi del regime siriano di spegnere la protesta nelle strade delle principali città da Deraa a Damasco.

Per molti la cautela degli Usa è solo dettata da prudenza e dalla volontà di tenere a bada le frizioni tra Libano e Israele, proprio perché Assad finanzia Hezbollah e il movimento sciita che ha base in Libano  difende pubblicamente il dittatore.  Il leader Hassan Nasrallah ha persino invitato i siriani a sostenere Assad e “a preservare il proprio Paese così come il regime al potere, un regime di resistenza, e a dare ai propri leader la possibilità di cooperare con tutte le comunità siriane” .