Libano-Israele: razzi e fuoco al confine. Quattro morti, tra cui un giornalista

Pubblicato il 3 agosto 2010 12:33 | Ultimo aggiornamento: 3 agosto 2010 15:08

Tra Libano e Israele ricominciano le provocazioni armate. Sono scoppiati scontri a fuoco al confine ad Adaisse, in Libano, a ridosso della Linea Blu di demarcazione con Israele. Prima due razzi dal Libano del sud, spari, poi elicotteri e caccia israeliani hanno bombardato le postazioni dell’esercito di Beirut. Le vittime sono tre soldati e un giornalista, tutti libanesi.

Lo scambio di fuoco è avvenuto nel settore centrale del confine, proprio nella zona che dall’autunno 2006 è pattugliata da oltre 10.000 caschi blu della missione Onu (Unifil). Dal ministero della Difesa però hanno fatto sapere che non ci sono connazionali coinvolti e che il luogo degli scontri non è nel settore controllato dagli oltre 2000 italiani presenti.

Secondo la versione della radio pubblica israeliana, i soldati israeliani stavano effettuando alcuni lavori sul versante israeliano del confine quando alcune persone in uniforme dell’esercito libanese hanno intimato loro di cessare i lavori. Gli israeliani hanno risposto che si trovavano sul loro lato del confine e hanno continuato i lavori quando è stato aperto il fuoco contro di loro al quale i soldati hanno risposto.

Secondo l’emittente Lbc, gli elicotteri israeliani hanno aperto il fuoco contro le postazioni dell’esercito libanese lungo la strada tra Adaysse e Kfar Kila, che costeggia poche decine di metri a nord il percorso militare israeliano lungo il confine provvisorio.

Le versioni dei fatti dunque sono ancora contrastanti. Un portavoce dell’esercito di Beirut ha detto che gli scontri “sono scoppiati dopo che i soldati israeliani hanno tentato di sradicare un albero nella parte libanese. I soldati israeliani hanno iniziato a sparare, l’esercito libanese ha risposto. Una casa ad Adaisse è stata colpita da un razzo lanciato da un tank israeliano”.

Il presidente e e ill primo ministro libanesi, Michel Suleiman e Saad Hariri, hanno accusato Israele di ”aggressione”. Hariri ha parlato di “violazione della sovranità libanese” ed ha chiesto alle Nazioni Unite e alla comunità internazionale ”di fare pressioni su Israele affinchè fermi questa aggressione”. Mentre Suleiman ha sottolineato la ”violazione della Risoluzione 1701, con l’attacco ad un checkpoint dell’esercito in territorio libanese”.

Israele invece ha negato e ha detto che il governo di Beirut è “responsabile dell’incidente e minaccia serie conseguenze se gli scontri dovessero proseguire”, come ha dichiarato il ministro degli Esteri, Avigdor Liberman.

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