Libano, la famiglia della pop star sgozzata ritira le accuse

Pubblicato il 29 maggio 2010 19:12 | Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2010 19:13

Suzanne Tamim

I genitori e il fratello della cantante libanese Suzanne Tamim, trovata morta nel luglio 2008 nel suo appartamento di Dubai, hanno ritirato tutte le accuse contro l’uomo d’affari e l’ufficiale di polizia egiziani sotto processo per l’omicidio.

La decisione e’ stata annunciata in una nota al tribunale del Cairo e al ministero degli Esteri libanese in cui la famiglia riferisce di aver avuto garanzie sull’innocenza dei due.

Il processo a carico dell’uomo d’affari Hisham Talaat Mustafa e dell’ufficiale di polizia Mohsen el-Sukkariti, condannati a morte l’estate scorsa come mandante ed esecutore, era ricominciato a marzo dopo che la Corte di Cassazione egiziana aveva annullato le sentenze.

Il caso della cantante trentenne, sgozzata e uccisa con numerose coltellate, aveva avuto una vasta eco in tutto il Medio Oriente. Mustafa, arrestato nel settembre scorso, e’ un dirigente del Partito nazionale democratico al potere in Egitto ed e’ vicino al figlio del presidente Hosgni Myubarak, Gamal.

Secondo l’accusa avrebbe ordinato a Sukkariti di uccidere la cantante con cui aveva una relazione sessuale. I familiari di Suzanne li avevano denunciati per il delitto nel febbraio 2009.