Libia: ribelli a Ras Lanuf. Tripoli chiede lo stop dei raid: “Seduta straordinaria dell’Onu”

Pubblicato il 27 Marzo 2011 8:58 | Ultimo aggiornamento: 27 Marzo 2011 11:49

ROMA – Continua l’avanzata dei ribelli in Libia. Aiutati dai raid aerei internazionali, sabato hanno annunciato la riconquista di Ajdabiya e di Brega, due centri strategici nel quadrante est della Sirte. Domenica mattina poi hanno marciato verso Ras Lanuf e l’hanno conquistata. Sull’altro lato del golfo le forze del colonnello Muammar Gheddafi hanno continuato a cannoneggiare l’enclave ribelle di Misurata per fermarsi solo quando in cielo sono comparsi gli aerei della coalizione.

E mentre a Bruxelles la Nato sta mettendo a punto piani e regole di ingaggio per il passaggio del comando della missione all’Alleanza – proprio come auspicato dall’Italia nonostante le resistenze francesi – da Washington il presidente Barack Obama ha usato il consueto messaggio del sabato per rassicurare gli americani annunciando che la coalizione sta vincendo e ha sventato una ”catastrofe umanitaria” e ”un bagno di sangue”.

Intanto le forze alleate hanno continuato a colpire dal cielo le truppe fedeli a Gheddafi anche nel corso della notte. E un portavoce del governo libico ha chiesto che i raid finiscano immediatamente, invocando anche una seduta straordinaria del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Ad essere riconquistate dai ribelli è stata prima Ajdabiya, città a 160 km a sud di Bengasi, considerata la ‘porta’ verso due importanti centri petroliferi tra cui Brega, situata circa 80 km piu’ a ovest e, almeno secondo alcune testimonianza, espugnata nel pomeriggio di ieri . Le due citta’ erano state dapprima conquistate e poi perse dai ribelli tra il 13 marzo e una settimana fa. Questi hanno annunciato di aver inseguito per una trentina di km le truppe di Gheddafi in fuga verso ovest, dove si trova un altro importante centro petrolifero, Ras Lanuf, coprendo dunque circa 270 degli 800 km della litoranea del Golfo della Sirte. Per facilitare l’avanzata degli insorti verso ovest, in nottata la coalizione ha attaccato alcuni reparti di lealisti lungo la strada che collega Ajdabiya a Sirte, citta’ natale di Gheddafi.

E sempre nella tarda serata di ieri e’ stata colpita nuovamente Sabha, citta’ della Libia centrale che rientra nella sfera di influenza della tribu’ del colonnello. Ribelli e fonti ufficiali (che denunciano una strage di civili) hanno attribuito un ruolo decisivo negli sviluppi sul terreno ai raid aerei della coalizione. Riferendosi solo a Ajdabiya, il viceministro degli Esteri libico Khaled Kaaim ha parlato comunque di mera ”ritirata strategica” e di una prossima ulteriore riconquista della citta’.

Il centro ieri si presentava come una citta’ fantasma per la fuga di una rilevante parte dei suoi abitanti. Il bilancio di vittime degli scontri e’ incerto ma i ribelli segnalano nove morti e nove feriti, ma altre fonti parlano di almeno 21 soldati di Gheddafi uccisi nei pressi della citta’ dove sarebbe stato catturato anche un generale dell’esercito del rais. Intanto a Misurata, citta’ portuale circa 200 chilometri ad est di Tripoli controllata dai ribelli, e’ stata attaccata con carri armati e artiglieria fino a quando, in serata, sono comparsi aerei nel cielo della coalizione che hanno fatto fermare i bombardamenti.

Il bilancio di una settimana di scontri sarebbe di almeno 115 morti, causati anche da cecchini del regime che – secondo testimonianze, – sparano sui civili. Oltre a quelli della tarda serata, la coalizione ha effettuato altri raid: i jet francesi hanno distrutto a terra, proprio a Misurata, cinque aerei e due elicotteri nemici. Tre missioni aeree sono state compiute tra venerdi e sabato oggi da caccia F-16 dell’Aereonautica militare italiana schierati a Trapani.

“La missione in Libia sta avendo successo”, ha detto Obama sotto assedio del Congresso che lo accusa di aver preso la missione alla leggera. ”Quando uno come Gheddafi minaccia un bagno di sangue e la comunità internazionale è pronta ad agire insieme è nel nostro interesse nazionale agire”, ha argomentato il presidente sottolineando che la missione in Libia “ha evitato una catastrofe umanitaria e le vite di civili, innocenti uomini, donne e bambini, sono state salvate”.

Il segretario alla difesa Usa Robert Gates dal canto suo ha affermato che i governativi userebbero i cadaveri delle persone da loro stassi uccise facendoli passare per vittime civili dei raid aerei della coalizione. Il riferimento di Obama alla comunita’ internazionale e’ indirettamente anche alla Nato e quindi all’accordo politico per il passaggio sotto il comando dell’alleanza atlantica di tutte le operazioni militari in Libia. In base a tale intesa, il Comitato militare della Nato, presieduto dall’ammiraglio Giampaolo Di Paola, ha lavorato per pianificare l’intervento. .