Libia. Diretta live. La guerra si allarga. Bombe su Tripoli, italiani in azione. Gheddafi minaccia l’inferno, poi il cessate il fuoco

Pubblicato il 20 Marzo 2011 8:40 | Ultimo aggiornamento: 21 Marzo 2011 0:42

ROMA – Tripoli sotto le bombe nel secondo giorno di “Odissey Dawn”, l’operazione militare in Libia della coalizione internazionale: attacchi dal cielo e dal mare sulle coste del Paese nordafricano, colpito da una pioggia di missili per costringere il Colonnello Muammar Gheddafi al “cessate il fuoco”, nonostante l’alt della Lega Araba. Lui, il rais però minaccia “l’inferno” all’Occidente traditore, Italia compresa e si riprende Misurata, roccaforte dei ribelli. Smorza le parole del padre il figlio Seif al Islam che “risparmia” aerei civili da eventuali attacchi libici nel Mediterraneo.

Intanto il regime arma i civili, almeno un milione di uomini e donne parteciperanno alla controffensiva.

Ai raid, cominciati sabato a Bengasi, partecipano al momento Francia, Gran Bretagna e Stati Uniti, e Qatar. Domenica sera anche l’Italia  ha preso parte attivamente agli attacchi: Tornado italiani sono decollati dalla base militare di Trapani Birgi dove c’è il 37/o comando dell’Aeronautica militare esono rientrati poco più di due ore dopo. Evidentemente è arrivato il momento di agire anche con i nostri aerei come ha detto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto precisare che “non siamo in guerra”.

Intanto gli Usa annunciano che taglieranno i rifornimenti di Gheddafi. L’America non sa quanto dureranno i raid, quando si fermerà l’azione militare.

Un bombardamento ha preso di mira Tripoli e il dispositivo antiaereo nella capitale libica è entrato in azione. Il fuoco della contraerea è stato seguito da esplosioni e crepitio di armi automatiche. Un aereo della coalizione ha sorvolato la zona a sud della città, dove si trova la residenza-caserma del Raìs a Bab al Azizia, stando a quanto riferisce un inviato dell’Afp che si trova in un hotel ad un chilometro dal bunker del Colonnello.

Le esplosioni continuano nella capitale e lungo tutta la costa della Libia. Le forze di Gheddafi avrebbero inoltre bombardato nuovamente Bengasi, secondo quanto riportato da Al Jazeera. Citando fonti anonime, il canale satellitare ha parlato di fuoco dai tank carriarmati e lancio di razzi.

La minaccia di Gheddafi. Il Mediterrano si è trasformato in “un campo di battaglia”. Questo il primo commento di Muammar Gheddafi all’attacco della coalizione internazionale in un discorso trasmesso soltanto via audio dalla tv di Stato libica. Il Colonnello ha anche annunciato che “i depositi di armi sono stati aperti” per consentire al popolo di difendere la Libia. Il colonnello libico Muammar Gheddafi ha poi minacciato di attaccare “obiettivi civili e militari” nel Mediterraneo. I Paesi occidentali, Italia compresa, per i Raìs sono dei traditori. ma la Libia, è l0’avvertimento di Gheddafi, “non permetterà ai crociati, agli aggressori di passeggiare per Bengasi, di arrivare con le mitragliatrici” né tantomeno consentirà “ai soldati francesi e inglesi di portare la loro bandiera e di aggredire”. “Noi vinceremo contro il partito di Satana col permesso di Allah” ha concluso il Colonnello. E rivolgendosi all’alleanza che sta conducendo i raid aerei contro il suo Paese ha avvertito: “Non rallegratevi presto. L’occidente ci ha dato la possibilità di condurre una rivoluzione mondiale”.

Ore 00.02 Per la seconda notte consecutiva sono partiti missili Tomahawk da un sottomarino britannico nel Mediterraneo. Lo riferisce il ministero della Difesa della Gran Bretagna, che precisa come le forze britanniche hanno partecipato alla seconda ondata di raid contro i sistemi di difesa aerei della Libia.

Ore 22.53 Un edificio amministrativo situato nel complesso di Bab el Aziziya a Tripoli, la residenza di Muammar Gheddafi, e’ stato stasera totalmente distrutto da un missile. Lo ha constatato un giornalista dell’agenzia Afp.

Ore 22.39 Missione compiuta per i quattro Tornado Ecr italiani decollati da Trapani a partire dalle 20 per partecipare alle operazioni aeree sulla Libia: tutti e quattro sono appena tornati alla base.

Ore 22.28 ”I sei caccia Tornado dell’Aeronautica Militare decollati dall’aeroporto di Trapani Birgi questa sera per condurre operazioni sul territorio libico sono rientrati nella base siciliana”, si legge in una nota dello Stato maggiore della Difesa, in cui si spiega che ”la missione si e’ svolta con l’impiego di quattro Tornado ECR (Electronic Combat Reconnaissance) supportati da due Tornado ‘tanker’ con funzioni di rifornitore in volo (AAR – Air-to-Air Refuelling)”. ”I caccia ECR – afferma lo Stato maggiore – hanno portato a termine la loro missione di soppressione delle difese aeree presenti sul territorio libico (in gergo tecnico dette SEAD – Suppression of Enemy Air Defense) che viene condotta mediante l’impiego di missili aria-superficie AGM-88 HARM (High-speed Anti Radiation Missile)”. L’operazione ”e’ iniziata alle 20:00 con il decollo del primo caccia ed e’ terminata alle 22:20 con l’atterraggio dell’ultimo velivolo della formazione”. I due Tornado ‘tanker’, che appartengono al 6/o Stormo di Ghedi (Brescia), sono stati i primi a rientrare alla base dopo aver effettuato il rifornimento aereo degli altri velivoli. I Tornado ECR, che provengono dal 50/o Stormo di Piacenza, sono tra i velivoli attualmente rischierati sul 37/o Stormo di Trapani per l’operazione ‘Odyssey Dawn’.

Ore 22.19 Il colonnello Muammar Gheddafi continua a violare la risoluzione Onu. Pertanto le operazioni militari della Gran Bretagna contro di lui continuano. Lo ha fatto sapere un portavoce di Downing Street.

Ore 22.09 ”Da stasera Ajdabiya e’ libera da miliziani pro-Gheddafi, li abbiamo respinti”. Lo ha detto all’ANSA, Ismail Elhram, uno dei ribelli armati a Tobruk. ”Oggi erano ancora sulla strada nel deserto tra Tobruk e Ajdabija, a 260 chilometri da qui. Un nostro aereo partito dalla base aerea di Tobruk li ha colpiti. Non li ho visti negli occhi ma abbiamo usato gli Rpg per ricacciarli indietro – ha proseguito il rivoluzionario della Cirenaica – i miliziani sono fuggiti verso ovest lasciando ad Ajdabiya macchine piene di armi e una uniforme nuova di zecca, con tutto l’equipaggiamento, forse lasciata da un mercenario”, ha aggiunto mostrando una divisa, un Ak47, uno zaino e tutto il resto dell’equipaggiamento. ”Adesso la gente di Ajdabiya puo’ tornare a prendere le proprie cose, ma la citta’ e’ mezza distrutta dai bombardamenti dei giorni scorsi da parte delle forze governative”, ha sottolineato. Secondo il ribelle armato ”i pro-Gheddafi si stanno allontanando anche da Bengasi e si sono ritirati a Zueitina”, sulla strada costiera tra la roccaforte della ‘Rivoluzione del 17 febbraio’ verso Ajdabiya. ”A Bengasi – ha concluso Elhram – un alto ufficiale lealista e i suoi uomini sono stati arrestati oggi dalle forze rivoluzionarie”.

Ore 22.05 Dall’inizio della ribellione contro il regime di Muammar Gheddafi, sono stati uccisi 8 mila libici che hanno aderito alla rivolta. Lo ha detto all’emittente panaraba Al Jazira il portavoce degli insorti, Abdel Hafiz Ghoga. ”I nostri martiri sono stati piu’ di ottomila”, ha affermato.

Ore 21.50 Le Nazioni attualmente coinvolte in azioni attive sulla Libia in ottemperanza della risoluzione Onu 1973 sono attualmente sette: Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, Canada, Italia, Belgio e Qatar. Lo ha detto al Pentagono l’ammiraglio William Gortney.

Ore 21.44 Il Pentagono nutre dubbi sul proclamato cessate il fuoco da parte delle forze armate libiche. Lo ha sottolineato nel briefing al Pentagono l’ammiraglio americano William Gortney, precisando che la no fly zone e’ stata ”rafforzata” ma che elicotteri libici possono ancora volare.

Ore 21.39 L’ammiraglio William Gorteny, confermando al Pentagono l’esecuzione di ”alcuni raid aerei” su Tripoli, non ha escluso che possano esserci state esplosioni nella zona in cui si trova il palazzo di Gheddafi, ma ha tenuto a precisare che ”Gheddafi non e’ nella lista dei bersagli delle forze di coalizione’.

Ore 21.36 ‘L’impero yankee ha preso la decisione di scalzare Gheddafi, di approfittare dei disordini popolari per annientarlo e anche ucciderlo, e sopra un mare di sangue impossessarsi del petrolio”. Lo ha detto il presidente venezuelano Hugo Chavez parlando oggi nella sua rubrica radio-televisiva ‘Alo’ presidente’. Chavez ha insistito che la diplomazia ”era la migliore via d’uscita per risolvere il conflitto politico che si era generato in Libia” e ha osservato che la invasione militare contro il paese nordafricano ”solamente vuole il greggio che giace nel sottosuolo della nazione aggredita. Niente giustifica questa invasione, assolutamente niente”. Chavez ha aggiunto che ”la cosa piu’ importante per le potenze europee e per gli Stati Uniti e’ il petrolio. Mantengono i loro piani di appropriarsi un giorno anche del petrolio venezuelano”.

Ore 21.34 Esplosioni isolate e forti colpi di contraerea si sono sentiti negli ultimi 20 minuti nel centro di Bengasi. Lo riferisce l’inviato della Reuters .

Ore 21.25 Nessuno degli aerei della coalizione che hanno preso parte ai raid sulla Libia e’ stato abbattuto. Lo ha riferito al Pentagono l’ammiraglio William Gortney, nel corso di un briefing per fare il punto della situazione sulle operazioni in corso in Libia.

Ore 21.21 La Cnn ha riferito che una forte esplosione si è sentita a Tripoli nella zona in cui si trova il palazzo di Muammar Gheddafi da dove si è innalzata una colonna di fumo. Subito dopo è entrata in azione una ”pesante risposta contraerea”.

Ore 21.20 Il Pentagono ha riferito che le forze di coalizione impegnate in Libia ”non daranno la caccia a Gheddafi’

Ore 21.19 Il Pentagono ha comunicato di non aver rilevato traccia di alcuna attivita’ aerea da parte delle forze libiche. Anche l’attivita’ di sorveglianza aerea da parte di radar libici e’ ‘significativamente diminuita”. I raid aerei condotti da Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna secondo il Pentagono hanno ottenuto ”molto successo”

Ore 21.09 – Una forte esplosione e spari di contraerea sono stati sentiti a Tripoli. Lo riferisce un testimone della Reuters

Ore 21.03 – E’ stata portata a conclusione con successo l’operazione di consegna di beni umanitari alla popolazione libica della Cirenaica. lo si apprende da fonti della Farnesina. L’operazione, condotta in stretto coordinamento tra i ministeri degli Esteri e della Difesa, ha consentito la consegna alla popolazione libica di beni umanitari (medicinali, beni alimentari) per circa 65 tonnellate, beni che sono stati messi a disposizione dalla Cooperazione italiana e donati dalla ditta Esselunga. Si tratta della seconda operazione umanitaria condotta a favore della popolazione della Cirenaica a testimonianza della forte vicinanza dell’Italia a quest’ultima e al popolo libico.

Ore 20.49 Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha espresso oggi la ”speranza” che le forze militari libiche mantengano la promessa fatta di un immediato cessate il fuoco.

Ore 20.43 – Gli otto aeroplani messi a disposizione dell’Italia alla coalizione impegnata nelle operazioni in Libia per l’attuazione della Risoluzione Onu sono, secondo quanto si e’ appreso, quattro Tornado Ecr e quattro caccia F-16. Due Tornado Ids, che non fanno parte del dispositivo, verranno pero’ impiegati per le operazioni di rifornimento in volo.

Ore 20.33 – Sono decollati altri due caccia italiani da Trapani Birgi: in tutto sono sei quelli in volo per partecipare alle operazioni militari sulla Libia.

Ore 20.29 Un altro caccia italiano è appena decollato dalla base dell’Aeronautica di Trapani Birgi: si tratta del quarto Tornado

Ore 20.28 – Gli Stati Uniti hanno lanciato finora 124 missili tomahawk contro la Libia. Lo hanno confermato alla Cnn fonti del Pentagono. Il Pentagono ha annunciato un briefing a breve per fare il punto della situazione per quanto riguarda le operazioni in corso in Libia.

Ore 20.18 – Aerei della Raf sono di nuovo in azione in Libia, confermano al Guardian fonti della difesa britannica. Non e’ chiaro quali siano i bersagli dei Tornado e Typhoon britannici, alcuni dei quali sono atterrati oggi a Gioia del Colle.

Ore 20.16 – Gli ambasciatori della Nato si riuniranno nuovamente stasera per cercare di superare l’impasse determinato – riferiscono fonti – dalla richiesta della Turchia di rivedere la preparazione dei piani di intervento dell’Alleanza in Libia e dal mantenimento, da parte della Francia, di una posizione di contrarieta’ all’assunzione di un ruolo di comando delle operazioni militari da parte dell’organizzazione atlantica. ”La delegazione turca ha chiesto la sospensione delle discussioni per potere consultarsi con la propria capitale”, hanno indicato le fonti. ”Il consiglio atlantico (Nac) a livello di ambasciatori tornera’ a riunirsi alle 22.30”.

Ore 20.10 – Anche un terzo Tornado italiano e’ decollato da Trapani Birgi.

Ore 20.05 – Due Tornado italiani sono appena decollati dalla base militare di Trapani Birgi dove c’e’ il 37/o comando dell’Aeronautica militare. Dalla base non hanno comunicato la destinazione dei velivoli.

Ore 20.00 – La Libia ha deciso un cessate il fuoco immediato, a partire dalle 21.00 (ora locale). Lo ha annunciato il portavoce dell’esercito libico citato dalla Bbc.

Ore  19.33 – ”Quando e se” gli aerei italiani parteciperanno alle operazioni in Libia lo decidera’ ”il coordinamento che si e’ creato a Napoli presso il dipartimento della VI flotta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Franco Frattini intervenendo ai microfoni di Radio 24. ”Sara’ quel coordinamento a valutare le necessita”’, ha spiegato il titolare della Farnesina, aggiungendo di non poter riferire maggiori dettagli ”sul luogo e sul momento” di un eventuale intervento dei caccia con il tricolore.

Ore 19.32 – La contraerea di Gheddafi si è attivata e sta rispondendo al fuoco ‘in modo molto pesante”, secondo l’inviato della Cnn a Tripoli, Nic Robertson.