Libia, dollari da Arabia Saudita dietro l’attacco a Tripoli di Haftar

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 aprile 2019 20:25 | Ultimo aggiornamento: 12 aprile 2019 20:32
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Libia, dollari da Arabia Saudita dietro l’attacco a Tripoli di Haftar (foto Ansa)

ROMA – Libia, un complotto internazionale, pare finito in farsa, con tanti tanti soldi della Arabia Saudita dietro la guerra del generale Haftar. Ma c’è da aspettarsi dell’altro nei prossimi giorni.

La rivelazione è del quotidiano americano Wall Street Journal, uno dei più affidabili del mondo, che ha messo in rete questo titolo: “L’Arabia Saudita ha promesso aiuto al signore della guerra libico nell’attacco per prendere Tripoli”. La corrispondenza esclusiva è basata su informazioni raccolte al Cairo e a Dubi.

Si parla di decine di milioni di dollari che sarebbero stati promessi a Khalifa Haftar, durante un sua visita a Riyad, precedente di pochi giorni l’inizio delle operazioni militari in Tripolitania. Il Governo saudita è guidato dal principe ereditario Mohammed bin Salman, indicato dalla Cia americana come mandante dell’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi, rapito e ucciso all’interno del consolato saudita ad Ankara, in Turchia.

Nel corso delle ultime settimane e giorni, scrive il Wall Street Journal, Haftar ha avuto incontri con vari dignitari stranieri. Il giornale non precisa di quali nazioni. Viene il sospetto che nuove rivelazioni seguiranno, c’è chi scommette che anche la Francia sarà coinvolta.

Nei giorni scorsi il quotidiano parigino Le Monde parlava apertamente di brutta figura internazionale del presidente francese Emmanuel Macron. 

L’Arabia Saudita, va ricordato, è quella nazione dove le donne non possono guidare la macchina e devono portare il velo, gli adulteri e i bestemmiatori sono lapidati, ai ladri tagliano le mano o li impiccano.

Nelle intenzioni del sovrintendente alla Scala Pereira, alla Arabia Saudita doveva essere assegnato un posto nel consiglio di amministrazione della Scala in cambio di un pugnetto di milioni di petrodollari.

Intanto la campagna militare del generale Haftar sembra avere perso la spinta iniziale, avviandosi verso una situazione di stallo. Secondo varie fonti, l’attacco a Tripoli potrebbe costare caro all’ex servitore di Gheddafi. Una prova del fallimento dell’attacco a Tripoli viene considerato il fatto che Haftar non è riuscito a impadronirsi dell’aeroporto, infrstruttura chiave sia per la fuga sia per l’afflusso di rinforzi.

A conferma, il sito Voxnews cita la partenza dall’aeroporto di Tripoli i 160 clandestini africani intercettati nel loro viaggio della speranza verso l’Italia. La guerra non c’è, sostiene Voxnews. Si tratta di una scaramuccia limitata ad alcune zone a sud di Tripoli.

Il sito Al Araby lo definisce “generale legato alla Cia, da furfante diventato signore della guerra”.

Secondo l’Economist Haftar ora rischia di perdere non solo la battaglia per Tripoli ma anche molti dei suoi precedenti guadagni. Foreign Policy parla di “attacco mal calcolato” che può “costargli caro”: “il suo inutile assalto alla capitale gli ha alienato il sostegno di importanti player internazionali e di potenziali alleati locali”.