Libia, ex ministro della giustizia: “Gheddafi ordinò la strage di Lockerbie”

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 21:17 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2011 21:24

LONDRA – Il leader libico Muammar Gheddafi ordinò personalmente la strage di Lockerbie: il sospetto circolato, e più volte smentito dallo stesso rais in passato, è stato rilanciato oggi da un giornale svedese. ”Ho la prova. Fu lui che diede l’ordine all’agente segreto Abdelbasset al Megrahi”, ha detto al tabloid Expressen Mustafa Mohamed Abdel Jalil, l’ex ministro della Giustizia della Jamahiriya che si è dimesso lunedì in segno di protesta per l’uso eccessivo della violenza contro i manifestanti anti-governativi.

Nell’attentato di Lockerbie in Scozia 270 persone (199 di nazionalità statunitense) persero la vita in un Jumbo della Pan Am esploso in volo il 21 dicembre 1988. Intervistato in arabo ”in una grande città della Libia” non identificata per ragioni di sicurezza, l’ex ministro ha detto che Gheddafi ha poi ”fatto il possibile” per ottenere dalle autorità scozzesi, che lo avevano condannato all’ergastolo, la liberazione di Megrahi: gli serviva per ”nascondere” il suo ruolo di burattinaio occulto della strage. Megrahi, che è ancora vivo in Libia, fu rilasciato per motivi umanitari nell’agosto 2009 da una prigione scozzese sulla base di pareri medici secondo cui aveva poco da vivere per un cancro terminale alla prostata.

Fu una decisione contestata all’epoca, che di recente è tornata alla ribalta con i cablogrammi di Wikileaks e un rapporto del governo di David Cameron secondo cui i laburisti del precedente primo ministro Gordon Brown ”fecero il possibile” per aiutare la Libia a ottenere il trasferimento in patria dell’attentatore. ”Venne messa a punto una politica in base alla quale il governo fece il possibile per facilitare l’appello della Libia alle autorità della Scozia per il trasferimento di Megrahi in Libia o per il suo rilascio per ragioni umanitarie”, si legge nel rapporto ordinato da Cameron dopo la sua visita l’anno scorso negli Stati Uniti e reso pubblico nei giorni scorsi.

Megrahi, all’arrivo a Tripoli accompagnato dal secondogenito del rais, Seif al Islam, fu accolto da eroe. Quanto a Gheddafi, ha sempre definito ”assurde” le illazioni che il suo Paese e lui personalmente, fossero stati i mandanti della strage: una certezza di cui per anni sono stati invece convinti i parenti delle vittime.