Libia, il governo: “Dietro le proteste c’è l’occidente e Al Qaida”

Pubblicato il 28 Febbraio 2011 11:24 | Ultimo aggiornamento: 28 Febbraio 2011 12:46

TRIPOLI – Il governo di Tripoli controlla ”tre regioni su quattro, meno la Cirenaica” mentre ci sono ”problemi” in alcune città della Tripolitania come Misurata e Al Zawiya, dove è in atto una rivolta voluta ”dagli imperialisti occidentali e da Al Qaida”: i primi vogliono ”il nostro petrolio e i terroristi vogliono una Somalia sulle sponde del Mediterraneo per attaccare l’Europa”.

Lo ha detto oggi Ibrahim Moussa, portavoce del governo per la stampa estera in una conferenza stampa in un albergo di Tripoli, secondo il quale ”se la Libia sara’ attaccata ci saranno migliaia di morti”. ”E’ un momento cruciale per il nostro Paese e il nostro popolo in cui ognuno deve fare la propria parte per ristabilire la verita”’, ha detto Moussa, secondo il quale le sanzioni imposte ieri dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ”sono basate su informazioni di stampa distorte”. ”Avete potuto constatare con i vostri occhi – ha detto ai circa 130 giornalisti stranieri presenti a Tripoli – che non ci sono stati bombardamenti aerei, né massacri di innocenti, come raccontano alcuni media internazionali. Ci sono state vittime ma solo negli scontri tra forze di sicurezza e militanti islamici che attaccavano edifici pubblici e caserme per impossessarsi delle armi”, ha proseguito.

A Zawiya, importante città a soli 40 chilometri da Tripoli ”ci sono islamisti che si sono impossessati di armi pesanti e perfino di carri armati: cosa farebbe un governo occidentale se ciò  succedesse in una loro città?”, si è chiesto il portavoce. Moussa ha anche annunciato che il governo ha pronte riforme in campo politico, sociale ed economico e che ”è pronto a dialogare con l’opposizione pacifica”.

”La protesta è cominciata in modo pacifico da parte di cittadini che volevano migliorare le proprie condizioni di vita ma poi è stata manipolata da false informazioni di stampa e da estremisti islamici legati ad Al Qaida. Noi vogliamo ritornare ai primi giorni della protesta e dialogare con il popolo libico, che deve rimanere unito sotto un’unica bandiera, non importa quale”.

Come prova delle infiltrazioni della rete del terrore legata ad Osama bin Laden, Moussa ha rivelato che le forze di sicurezza ”hanno arrestato centinaia di terroristi, alcuni legati ad Al Qaida”. ”I fondamentalisti sono già in Cirenaica: a molte donne a Bengasi, Derna e Al Baida è già stato imposto di portare il niqab”, ha detto.

Intanto le proteste continuano. I ribelli sono pronti a “marciare” su Tripoli: sono arrivati a Zawia, 40 chilometri dalla capitale.