Libia. Mandato d’arresto per Gheddafi: “Crimini contro l’umanità”

Pubblicato il 27 Giugno 2011 14:31 | Ultimo aggiornamento: 27 Giugno 2011 14:38
Muammar_gheddafi

Muammar Gheddafi

TRIPOLI (LIBIA) – “Ricercato”: per il rais di Libia Muammar Gheddafi è arrivato il mandato di arresto della Corte penale internazionale. ”La camera spicca immediatamente un mandato di arresto contro Muammar Gheddafi”, ha dichiarato il giudice Sanji Mmasenono Monageng, al termine di un’udienza pubblica tenuta all’Aja.

Stessa decisione ha annunciato per il secondogenito del rais Saif al-Islam e per il capo dei servizi segreti libici, Abdullah al-Senussi. I giudici della camera ‘pre-processuale’ del Cpi hanno detto di ritenere che esistano ”motivi ragionevoli” per credere che Gheddafi, suo figlio e il capo dei servizi abbiano commesso crimini contro l’umanità nel conflitto libico ”dal 15 febbraio fino al 28 febbraio almeno”, cioè nel periodo che precede la decisione della comunita’ internazionale di intervenire militarmente in Libia, sulla base della risoluzione 1973 del consiglio di sicurezza dell’Onu.

Ci sono motivi ragionevoli per ritenere che in Libia sia stato ”lanciato un attacco contro la popolazione civile e gli oppositori politici” che in meno di due settimane ha provocato centinaia di morti e prigionieri, e che ”atti inumani” siano stati inflitti ai civili, privati gravemente dei loro diritti fondamentali. La brutale repressione ha colpito in particolare le città di Tripoli, Bengasi e Misurata. Sono queste le ragioni che hanno indotto il tribunale penale internazionale a spiccare il mandato di arresto contro Gheddafi, che, secondo la Corte, in quanto ”guida riconosciuta e incontrastata” del paese, ha ”esercitato potere assoluto” su tutto l’apparato repressivo.

Dalla Farnesina è arrivato il primo commento duro nei confronti del colonnello libico, contro cui da quasi cento giorni le forze della coalizione “dei volenterosi” lanciano bombe in patria.

”La pronuncia della Corte penale internazionale (Cpi) sulle comprovate responsabilità di Gheddafi legittima ulteriormente l’assoluta necessità e l’alto valore della missione umanitaria della Nato in libia, su mandato Onu, nel quadro della ‘responsabilità di proteggere’ che spetta alla comunità internazionale nelle emergenze umanitarie provocate da atti di repressione di dittatori verso il proprio popolo”.