Libia, si combatte a Ajdabiya: avanzano le forze di Gheddafi. Gli aerei Nato distruggono 25 tank

Pubblicato il 10 Aprile 2011 15:27 | Ultimo aggiornamento: 10 Aprile 2011 15:29

I ribelli libici, foto Lapresse

BRUXELLES – Si combatte ancora ad Ajdabiya, città chiave nell’est della Libia. Gli aerei della Nato hanno distrutto 25 carri armati delle forze armate di Gheddafi in due diverse operazioni: 14 nei ressi di Misurata, 11 sulla strada che porta ad Ajdabiya.

“Ho visto i quattro cadaveri questa mattina. Avevano la gola tagliata e fori di proiettile nel torace. I corpi erano sulla strada. Le loro auto piene di fori di pallottole”, ha raccontato uno degli insorti, Mohammed Saad. Le stesse fonti sostengono che le forze di Gheddafi sono avanzate e si stanno spingendo verso il centro della città, considerata la porta di ingresso alla parte orientale della Libia, roccaforte dei ribelli, e ora semideserta.

“C’è resistenza in città. Le forze di Gheddafi stanno combattendo con i ribelli, hanno una presenza all’interno” ha detto uno degli insorti a un posto di controllo alla periferia est della città.

Il vice ministro degli Esteri di Tripoli, Khaled Kaaim, ha riferito che due elicotteri che hanno violato la ‘no-fly zone’ sono stati abbattuti dall’esercito del regime nell’area di Brega. Kaaim ha poi criticato le forze Nato incaricate di applicare la risoluzione 1973 che impone in particolare una ‘no-fly zone’ sopra la Libia. Ha affermato che l’Alleanza atlantica “ha consentito sabato ai ribelli di violare questa risoluzione e di utilizzare elicotteri da combattimento”.

LA LEGA ARABA: NO FLY ZONE SU GAZA La Lega Araba chiederà alle Nazioni Unite di imporre un no fly zone su Gaza per gli aerei israeliani. Lo hanno reso noto fonti dell’organismo panarabo al termine di una riunione dedicata alla crisi nella Striscia di Gaza.

“La nostra domanda alla Nato è, questa risoluzione riguarda soltanto il governo libico o le due parti?”, ha chiesto, ritenendo che “la Nato sia diventata una parte del conflitto sostenendo i ribelli”. La richiesta di pace della Ua. La delegazione dell’Unione africana, guidata dal presidente sudafricano Jacob Zuma e incaricata di tentare una mediazione è partita da Nouakchott per raggiungere Tripoli e poi Bengasi per colloqui con le parti. I presidenti Zuma, Mohamed Ould Abdel Aziz (Mauritania), Amadou Toumani Tourè (Mali), Denis Sassou Nguesso (Congo) sono partiti ognuno con il proprio aereo. Il capo di Stato ugandese è invece rappresentato dal ministro degli Esteri, Henry Oryem Okello. L’Unione Africana chiede la cessazione immediata delle ostilità per poter avviare un periodo di transizione che consenta di introdurre riforme politiche. I mediatori hanno diffuso una dichiarazione in cui si chiede anche di consentire il passaggio dei convogli di aiuti umanitari e si sottolinea la necessità di promuovere il dialogo tra il governo libico e il Consiglio nazionale di Transizione.