Libia, niente guerra a Isis. Ma Egitto cattura 55 guerriglieri a Derna

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 febbraio 2015 9:41 | Ultimo aggiornamento: 18 febbraio 2015 16:14
Libia, niente guerra. Onu e Gentiloni: "Soluzione politica"

Libia, niente guerra. Onu e Gentiloni: “Soluzione politica”

TRIPOLI – Niente guerra in Libia. Dopo i raid dell’esercito egiziano nelle città libiche occupate dall’Isis, l’Onu ha deciso di non intervenire militarmente. Intanto però l’Egitto ha fatto incursione a Derna e ha catturato 55 guerriglieri Isis. L’Egitto aveva chiesto un intervento alle nazioni unite, che hanno optato per una soluzione politica. Anche Paolo Gentiloni, ministro degli esteri italiano, ha ribadito che:

“Il tempo a disposizione non è infinito e rischia di esaurirsi molto presto, pregiudicando i fragili risultati raggiunti. Non vogliamo avventure, né crociate, ma l’unica soluzione alla crisi è quella politica e impone un cambio di passo da parte della comunità internazionale”.

Le forze speciali egiziane hanno compiuto un’incursione terrestre a Derna, la città dichiaratasi Califfato dell’Isis nell’est del paese. Incursione terrestre di cui il 17 febbraio avevano parlato i media egiziani, sottolineando che dopo i raid aerei l’Egitto stava prendendo in considerazione attacchi di terra. In particolare era stata evocata la “task force 999”, un’unità speciale per operazioni internazionali, da inviare in coordinamento con le forze di sicurezza libiche.

La mattina del 18 febbraio il consiglio dell’Onu si riunisce a Ginevra, ma un intervento al momento è escluso, spiega anche il ministro Gentiloni dopo il colloquio telefonico con il Segretario di Stato americano John Kerry. Nel corso del colloquio i responsabili per la politica estera di Italia e Stati Uniti hanno discusso dell’evoluzione della crisi libica e Gentiloni ha dichiarato:

“Dopo le due sessioni a Ginevra a gennaio, l’incontro (tra le fazioni libiche, ndr) a Ghadames dell’11 febbraio, ha visto per la prima volta anche la partecipazione del Congresso di Tripoli: è stato un passo verso la direzione giusta. E ci siamo arrivati con grande impegno, in primo luogo del nostro Paese che ha messo a disposizione delle Nazioni Unite non solo il proprio patrimonio di contatti politici ed economici, ma anche un’importante assistenza logistica per lo svolgimento delle varie sessioni di dialogo”.