Libia si “riprende” Sirte, Egitto bombarda ancora, Isis arretra

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 febbraio 2015 21:16 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 21:45
Libia si "riprende" Sirte, Egitto bombarda ancora, Isis arretra

Libia si “riprende” Sirte, Egitto bombarda ancora, Isis arretra

ROMA – L’esercito regolare libico ha ripreso il controllo di Sirte, una delle maggiori città della Libia, dopo un combattimento durato alcune ore. I miliziani Isis che l’avevano occupati sono stati ricacciati indietro anche se il timore, ora, è che nella città si nascondano ancora diversi miliziani del califfato pronti ad agire come kamikaze per scatenare morte e terrore. L’Occidente intanto, si schiera compatto per una soluzione non militare della crisi in un comunicato congiunto.

La controffensiva libica, scrive su Repubblica Vincenzo Nigro, è stata portata a termine dal “battaglione 166” delle brigate di Misurata (fedeli al governo ufficiale) che nel giro di poche ore è riuscito ad entrare in città e riprendere il controllo di tutti i luoghi strategici.

Scrive Nigro:

Dopo essere entrati in molti quartieri, gli uomini di Misurata hanno ripreso le postazioni (le radio, l’ufficio postale, gli ospedali) che erano state occupate dai combattenti dello Stato islamico. Il timore, tuttavia, è che ci possano essere ancora svariati kamikaze rintanati e pronti ad agire all’interno dei palazzi

La soluzione comunque resta critica. Mentre l’Egitto va al contrattacco in Libia e chiede all’Onu di “adottare una risoluzione per un intervento internazionale” contro l’Isis il Califfato porta avanti la sua strategia di espansione e firma nuovi orrori in Iraq. I jihadisti avrebbero bruciato vive 45 persone ad al-Baghdadi, nella provincia di Anbar, Iraq occidentale. A raccontarlo alla Bbc, senza fornire ulteriori dettagli, è stato un ufficiale della polizia locale, il colonnello Qasim al-Obeidi. Precedentemente si era parlato dell’uccisione di almeno 27 poliziotti iracheni nella stessa città.

L’ufficiale di polizia non è stato in grado di fornire elementi precisi sulle circostanze di questo presunto nuovo massacro, limitandosi a dire di ritenere che le vittime fossero uomini delle forze di sicurezza. Di qui l’ipotesi che si possa trattare di un aggiornamento delle notizie sulla strage di poliziotti precedentemente annunciata.
La scorsa settimana, combattenti dell’Isis hanno conquistato gran parte della città, situata nei pressi della base aerea di Ain al- Asad.

 La dichiarazione congiunta dei paesi occidentali. “I governi di Francia, Italia, Germania, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti condannano fermamente tutti gli atti di terrorismo in Libia. L’efferata uccisione di 21 cittadini egiziani, da parte di terroristi affiliati all’ISIS, sottolinea ancora una volta l’impellente necessità di una soluzione politica del conflitto”.

Il processo di dialogo sponsorizzato dalle Nazioni Unite per la formazione di un governo di unità nazionale, “costituisce la speranza migliore per i libici”. La comunità internazionale “è pronta a sostenere pienamente un governo di unità nazionale per affrontare le sfide attuali della Libia”.

La prosecuzione del conflitto in Libia “va a beneficio esclusivo dei gruppi terroristici, ISIS compreso. Il terrorismo colpisce tutti i libici e nessuna fazione può affrontare da sola le sfide cui il Paese è chiamato a confrontarsi”.