Libia. A Tripoli si scavano fosse comuni, Tobruk in mano al popolo anti-Gheddafi: “Dieci mila morti”

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 15:16 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2011 18:11

Muammar Gheddafi

TRIPOLI – Allineate una vicina all’altra, nell’orrore di Tripoli bombardata dai raid aerei di Muammar Gheddafi: sono le fosse comuni trovate in Libia, nella terra della rivoluzione verde del colonnello di 40 anni fa sono decine e decine. Sono scavate e alcune sono già coperte da cemento. Solo qualcuni dei 10 mila morti è lì sotterrato: sì, 10 mila vittime e 50 mila feriti, come ha denunciato Al Arabiya.

A sbattere in faccia al mondo le immagini di quella che potrebbe essere la soluzione libica alla rivolta è un video amatoriale girato nella capitale e diffuso da ‘Onedayonearth’.

All’indomani del discorso del “cane pazzo” Gheddafi, come lo definì il presidente Usa Ronald Reagan, spunta il filmato delle fosse sulla spiaggia davanti al lungomare della capitale libica e tanti uomini al lavoro, in quello che appare come un grande cimitero.

Ci sono ancora i cadaveri che affollano le strade della capitale, come ha raccontato il presidente della Comunità del Mondo Arabo in Italia (Comai) Foad Aodi.

Inoltre diversi carri armatisi impongono per le vie delle città libiche e sono ricominciati i bombardamenti. Il governo libico continua a inviare squadre di soldati che manganellano i civili entrando all’interno delle abitazioni». «Muammar Gheddafi ha dato ordini ai propri militari di reclutare, attraverso un elenco di 400 persone, alcuni civili da armare, affinchè possano aiutare il governo a reprimere la rivolta», spiega Foad Aodi.

Intanto il potere scappa dalle mani del generale: Tobruk i manifestanti dicono di aver preso il controllo della città da tre giorni. Sembra che anche i soldati si siano uniti alla protesta.

Mentre l’Ue coordina l’evacuazione dalle terre della rivolta, dopo aver condannato le parole di Gheddafi, il Libano si è rifiutato di accogliere un aereo privato con a bordo la moglie di origine libanese di Hannibal Gheddafi, uno dei figli del leader libico, e altri suoi familiari. Lo ha riferito un dirigente dei servizi di sicurezza libanesi. “L’aeroporto di Beirut ha ricevuto nella notte fra domenica e lunedì una richiesta delle autorità libiche per accogliere un aereo di proprietà della famiglia Gheddafi, con a bordo diverse persone fra cui Aline Skaff, la moglie di Hannibal Gheddafi, che è di origine libanese”, ha detto la fonte, che ha chiesto di rimanere anonima. “Il Libano ha respinto la richiesta”, ha aggiunto.

Anche Malta ha rifiutato un “pezzo” della famiglia, impedendo alla figlia Aisha di atterrare.