Libia: ventidue turisti italiani partiti da Bologna e bloccati a Sebha

Pubblicato il 23 Febbraio 2011 19:34 | Ultimo aggiornamento: 23 Febbraio 2011 19:39

BOLOGNA – Ventidue turisti italiani, partiti il 14 febbraio scorso da Bologna per un tour della Libia, sono in un albergo a Sebha, città del sud, e aspettano un aereo che li riporti a casa. ”Stanno bene, non corrono rischi ma non sanno quando l’unita’ di crisi della Farnesina li fara’ rientrare. E i loro parenti sono preoccupati”, ha spiegato all’ANSA Sergio Bottigiani, titolare dell’agenzia bolognese Arteviaggi che ha organizzato il tour. Nel gruppo di turisti (tutti adulti) 14 sono di Bologna, due di Reggio Emilia, tre di Rovigo, uno di Padova e due di Lecco.

Il rientro era previsto il 28 febbraio. Fin dall’inizio del viaggio, ha assicurato l’agenzia, sono stati seguiti dal corrispondente libico di Arteviaggi. Lo stesso che tiene i contatti con l’ambasciata e con la Farnesina. Nei giorni degli scontri più cruenti, gli italiani erano nell’area desertica dell’Acacus. Ieri mattina, come ha raccontato Bottigiani, hanno avuto disposizioni dall’unità di crisi perché andassero a Sebha (sede di un aeroporto internazionale), da cui in serata avrebbero preso un volo per Tripoli e poi un altro per l’Italia. Ma da lì non sono mai partiti. Per tutto il giorno nell’agenzia di via Frassinago c’e’ stato un via vai di parenti e amici dei turisti.

”Non riescono a contattarli se non con sms saltuari, e sono un po’ nervosi”, ha riferito Bottigiani. Che ha aggiunto: ”Immagino che in questo momento non sia semplice muoversi e che servano permessi, ma vorrei che la Farnesina ci facesse sapere qualcosa. In fondo i francesi hanno mandato un aereo direttamente a Sebha per far rientrare i propri connazionali, e la stessa cosa ha fatto la Tunisia”. Il suo dubbio è che, ”visto che non sono in pericolo e che la situazione a Sebha è più tranquilla rispetto a Tripoli, il volo venga posticipato il più a lungo possibile”. Secondo Bottigiani invece, l’aereo potrebbe decollare da Sebha direttamente per l’Italia, evitando la capitale.